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Dimissioni sindaca, Fratelli d'Italia: "Non è un episodio isolato, ma il risultato di una gestione con limiti evidenti"

Accuse alla maggioranza e rilancia: “Serve cambio di guida per la città”

Si è tenuta presso il Palazzo di Città di Foggia la conferenza stampa convocata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia all’indomani delle dimissioni della sindaca Maria Aida Episcopo. Un incontro volto ad analizzare le cause della crisi amministrativa e a delineare possibili scenari per il futuro della città. L’evento arriva dopo il fallimento del voto sul bilancio consuntivo, segnato dall’assenza della maggioranza e dalla conseguente mancanza del numero legale, episodio che ha sancito di fatto la rottura politica. Durante gli interventi, è emersa con forza una critica complessiva alla gestione amministrativa degli ultimi mesi. “Foggia oggi si presenta in condizioni difficili, con problemi evidenti sotto gli occhi di tutti”, è stato sottolineato nel corso della conferenza, evidenziando una situazione definita preoccupante sotto diversi punti di vista. Secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, le criticità non riguardano solo aspetti politici, ma anche la qualità della vita quotidiana dei cittadini.

ACCUSE. Gino Fusco ha espresso una posizione particolarmente netta, attribuendo precise responsabilità alla maggioranza uscente: “Non si può amministrare una città senza una visione e senza una squadra coesa. Quello che è accaduto in Consiglio è la conseguenza di un percorso già compromesso”. Nel suo intervento non sono mancate critiche dirette anche alla sindaca dimissionaria, accusata di non aver saputo mantenere un rapporto solido con la città e con la propria coalizione. Ampio spazio è stato dedicato ad alcune scelte amministrative ritenute discutibili. Tra queste, la gestione del servizio rifiuti: “Non è accettabile investire risorse pubbliche in strumenti che poi si rivelano poco funzionali o difficili da utilizzare”, riferito all’introduzione dei cassonetti intelligenti. Anche il trasporto pubblico è finito nel mirino delle critiche, in particolare per alcune decisioni organizzative considerate poco efficienti: “Quando la programmazione non è adeguata, le difficoltà operative diventano inevitabili e ricadono sui cittadini”, ancora una volta il riferimento a veicoli non idonei al trasporto urbano, con difficoltà anche legate al rifornimento di metano. Critiche che, come detto nel consiglio comunale del 18 maggio scorso sfociano nel Baricentrismo, in cui il capoluogo è destinatario privilegiato di ogni iniziativa a discapito della compagine di capitanata.

LE ANALISI. Claudio Amorese ha invece offerto una lettura più ampia della crisi: “Non si tratta di un episodio isolato, ma del risultato di una gestione che nel tempo ha mostrato limiti evidenti. Oggi ne vediamo le conseguenze”. Un’analisi condivisa anche dagli altri presenti, che hanno parlato di una crisi maturata progressivamente, fino al punto di rottura definitivo. Concetta Soragnese ha richiamato la necessità di un cambio di passo: “Serve serietà e responsabilità. Foggia ha bisogno di risposte concrete e di una guida capace di rappresentare davvero tutti i cittadini”. Sulla stessa linea anche Maurizio Accettulli, che ha sottolineato l’importanza di una fase nuova: “È il momento di costruire un’alternativa credibile, fondata su competenza e senso delle istituzioni”.

RILANCIO. In conclusione, il gruppo di Fratelli d’Italia ha ribadito la propria disponibilità a farsi carico della guida amministrativa della città: “Siamo pronti a mettere in campo nuove energie e una visione diversa, capace di restituire fiducia ai foggiani”. Le dimissioni della sindaca Episcopo aprono dunque una fase delicata per Foggia, segnata da incertezze ma anche dalla possibilità di ridefinire gli equilibri politici. Il confronto resta aperto, mentre la città attende risposte concrete e tempi rapidi per uscire dalla crisi. Nel dibattito, da parte dei Fratelli d'Italia è emersa la preferenza per il commissariamento che durerebbe dieci mesi, rispetto a dare nuovamente fiducia all’attuale compagine governativa che resterebbe in carica per i restanti tre anni.

di Novelli Alessio


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