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“L’estinzione delle edicole”, l’indagine narrativa di Adelmo Monachese: “storie di chi vi ha lavorato e vissuto”

In uscita per People Edizioni, presentazione il 16 luglio

“I chioschi delle edicole sono i luoghi con la maggior concentrazione di parole per metro quadro, più di librerie e biblioteche. Se le biblioteche sono delle mense e le librerie sono come ristoranti, le edicole sono panifici. Una grande mensa può servire da sola un piccolo paese o una parte di una città; i ristoranti scelgono di collocarsi nelle zone più adatte alla propria clientela, ma di panifici ce ne dovrebbe essere almeno uno per quartiere. L’estinzione delle edicole non sta lasciando spazio ad altro, ma al vuoto. Dopo aver prelevato tutte le edicole, cosa chiuderanno prima: le biblioteche o le librerie?”.

LE NOTIZIE PRIMA DI INTERNET. Se lo chiede Adelmo Monachese nel suo ultimo libro dal titolo “L’estinzione delle edicole” – con sottotitolo “E la mutazione dei giornalai” – edito da People e in uscita ufficiale in tutta Italia venerdì 10 luglio. Un’indagine narrativa che – come scrive – racconta di “questi chioschi diventati ferraglia da riciclo, raccogliendo le storie di chi ha lavorato e vissuto al loro interno”. In attesa della presentazione ufficiale nella sua città, in programma il prossimo 16 luglio alle ore 19.15 all’interno del festival Questioni Meridionali (Piazza del Purgatorio), l’autore e stand-up comedian foggiano interviene su alcuni aspetti trattati nella sua inchiesta incentrata su quei chioschi “dove si andavano a prendere le notizie prima di Internet”.

UN MONDO A PARTE. “Ho seguito i dati nazionali, sentito persone sparse in tutto il territorio – racconta Adelmo Monachese – per poter raccontare come va dalle loro parti, da Caserta a Belluno, al Vaticano, ma ovviamente il mio osservatorio particolare è stato quello della Capitanata. Ogni edicola è un mondo a parte col suo ecosistema fatto di una flora di giornali e articoli che ‘qui vanno e lì no’, e una fauna di clientela variegata e particolareggiata. Proprio battendo le strade di Foggia – circoscrive l’autore – ho imparato le differenze tra edicola di transito ed edicola di quartiere o edicola balneare. Un edicolante molto bravo a gestire un'edicola di transito non è detto che lo sia anche in un'edicola di quartiere. Sono due specialità diverse dello stesso sport, diciamo così”.

L’EDICOLA DI ANDREA PAZIENZA. Tra i fiori all’occhiello della sua indagine, spicca sicuramente l’aver raccontato l’edicola preferita di Andrea Pazienza durante i suoi periodi di villeggiatura estiva a Calenella, nei pressi di San Menaio, sul Gargano: “un periodo molto raccontato anche nelle sue opere: è stata una bellissima scoperta. Una breve villeggiatura decisa all' ultimo momento – racconta Monachese – è diventata occasione di scoperta delle abitudini di Andrea Pazienza, raccontatemi dall'attuale gestore del villaggio immerso nella natura, all' epoca amico di Pazienza che usava quell' edicola per tenersi aggiornato anche durante le lunghe giornate oziose estive”.

IL LIBRO. C’è stato chi ha puntato tutto su un’attività molto dura ma tranquilla, alla vigilia di una svolta nelle abitudini di consumo che ha reso obsoleti quegli “esercizi commerciali di prossimità” tanto decantati dalla nostra classe dirigente. Chi ha lasciato un contratto a tempo indeterminato all’Ilva sperando di mettersi al sicuro. Chi ha dovuto porre fine a una dinastia. Chi ha abbassato per sempre la serranda restando a guardare i grandi marchi della moda che customizzano edicole piazzate in quartieri gentrificati al solo scopo di farsi pubblicità. E poi chi ha deciso di passare da edicolante a venditore di edicole e ha girato il mondo, quando il mondo ruotava attorno alle edicole.

LA PENSIONE. Tornando sul contesto foggiano, l’autore si sofferma anche sulla figura del Signor Manuali, come lo chiama anche nel libro, esempio di lieto fine che con ogni probabilità non riguarderà tutti i “sopravvissuti” titolari di edicole in Italia. “Quando lo intervistai mi disse che aveva già un piano per il post pensionamento. E nella fase di consegna del libro ho dovuto inserire un aggiornamento dell'ultima ora perché intanto ci era riuscito davvero ad andare in pensione grazie al lavoro in edicola”.

di Redazione 


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