Ex Distretto Militare, sopralluogo dello Speleo Team Montenero negli ipogei: emersi resti ossei e materiale detritico
Proseguono le attività di approfondimento e conoscenza dell’ex Distretto
Militare, già Caserma Oddone e antico Convento di San Francesco,
interessato dagli interventi di rigenerazione che prevedono la realizzazione di
un nuovo Studentato ADISU -finanziato con 20 milioni di euro Fondi FSC- e
del Museo Giordaniano per 7 milioni di euro derivanti dal CIS Capitanata.
Nella giornata di ieri, 23 settembre, si è svolto un sopralluogo negli ambienti ipogei
recentemente individuati all’interno del complesso da parte dello Speleo
Team Montenero di San Marco in Lamis, incaricato di effettuare le attività di
ricognizione per conto dello studio Settanta7 srl, soggetto incaricato della
progettazione da Invitalia.
I LOCALI. Il gruppo speleologico, composto dal presidente Gian Piero Villani, da Paolo
Giuliani, curatore del Catasto Puglia Grotte e da Anna Di Donato, con il
supporto dell’archeologo Nicola Gasperi, ha effettuato una prima ricognizione
degli ambienti, rilevando la presenza di due ampi locali parzialmente voltati,
per un’estensione complessiva superiore ai 100 metri quadrati.
All’interno degli ambienti sono stati inoltre rilevati importanti volumi di
materiale detritico di apporto misto, unitamente alla presenza di resti ossei
riferibili a diverse centinaia di scheletri. Gli elementi emersi saranno oggetto
di un più approfondito esame nell’ambito delle attività di studio e delle
procedure di competenza; poi lo Speleo Team Montenero predisporrà un
report tecnico dettagliato e la documentazione sarà acquisita dagli uffici
comunali e trasmessa alla locale Soprintendenza, affinché possa effettuare le
valutazioni di propria competenza e contribuire alla definizione delle
successive modalità di intervento e di approfondimento.
LASER SCANNER. Parallelamente, i tecnici comunali dell’Area 8 – PNRR Rigenerazione Urbana
stanno perfezionando le procedure per procedere al rilievo integrale degli
ambienti ipogei attraverso la tecnologia laser scanner. Il rilievo sarà realizzato
con risorse proprie del Comune di Foggia, al di fuori delle risorse finanziarie
del CIS Capitanata, e consentirà di acquisire una restituzione digitale e
grafica estremamente puntuale degli spazi, definendone con precisione
geometrie, caratteristiche e soprattutto la collocazione rispetto all’edificio
soprastante.
Si tratta di un’attività conoscitiva particolarmente importante in vista della
prosecuzione della progettazione, poiché la precisa individuazione degli
ambienti ipogei e dei loro rapporti con le strutture esistenti costituisce un
elemento indispensabile per la definizione dei successivi livelli progettuali, sia
per la porzione dell’immobile destinata a Studentato ADISU, sia per quella
destinata alla realizzazione del Museo Giordaniano.
LE ATTIVITA'. “Quello che stiamo facendo è un lavoro di conoscenza prima ancora che di
trasformazione – sottolinea la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo –.
Ogni elemento che emerge dall’ex Distretto militare deve essere
attentamente studiato e documentato, perché la rigenerazione di un luogo
così importante per la città non può prescindere dalla piena comprensione
della sua storia, della sua struttura e delle sue caratteristiche. Sotto le
strutture che conosciamo esiste infatti una parte ancora da esplorare,
studiare e valorizzare. Le numerose fonti della tradizione francescana relative
al Beato Giacomo rendono particolarmente significativo questo percorso di
ricerca e alimentano l’auspicio di poter acquisire nuovi elementi sulla sua
presenza e, auspicabilmente, sulla sua sepoltura”. Le attività di ricognizione, documentazione e rilievo proseguiranno nelle
prossime settimane, in coordinamento tra gli uffici comunali, i progettisti, lo
Speleo Team Montenero e le professionalità specialistiche coinvolte, con
l’obiettivo di completare il quadro conoscitivo dell’intero complesso e mettere
a disposizione della progettazione tutti gli elementi necessari per procedere
nella definizione degli interventi.
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell'autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poichè è "impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori". Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile.Riproduzione Riservata.