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FestambienteSud tra calcio e reggae: con Julian Marley un concerto "mondiale"

A FestambienteSud domenica 19 luglio è il giorno di Julian Marley and the Uprising (biglietto 25€ su vivaticket): appuntamento nel bellissimo convento francescano di San Matteo Apostolo, che sovrasta la città di San Marco in Lamis, per l’unica tappa al centro-sud del tour europeo. 

IL LIVE. Figlio del leggendario Bob Marley e di Lucy Pounder, Julian Marley è un artista riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, vincitore del Grammy Award 2024 per il miglior album reggae. Sarà un concerto inusuale perché è anche la serata finale dei Campionati Mondiali di calcio, che sarà proiettata sul palco di Marley, con un unico commento, quello musicale del grande artista jamaicano. "Cercando di cogliere l’occasione unica della concomitanza del concerto con la finale mondiale. abbiamo proposto a Marley di fare una cosa inusuale - spiega il direttore generale del festival di Legambiente per il Sud, Franco Salcuni -, di suonare mentre sul palco scorrono in diretta le immagini della partita. L’artista ha accettato, ricordando quanto il padre Bob amasse il calcio, lo stesso calcio che amiamo anche noi e che speriamo possa ritornare ad essere uno sport sano e popolare, libero dalle manipolazioni politiche e dalla morsa affaristica che rischia di stritolarlo e di togliergli l’anima. Nell’incontro con la musica proveremo a considerare il calcio, nel contesto del concerto, una forma d’arte".

IL DIRETTORE ARTISTICO MAURO ZANDA VA ALLE RADICI DEL RAPPORTO PROFONDO TRA IL MOVIMENTO REGGAE E IL GIOCO DEL CALCIO: "SOPRA OGNI COSA C’è LA MUSICA, PER ME, DISSE UNA VOLTA BOB MARLEY, MA SUBITO DOPO C’è IL CALCIO. Perché il calcio è libertà. Il re del reggae adorava letteralmente il football. E lo giocava assai spesso, anche con l’amico "Skilly" Cole, ex attaccante della nazionale giamaicana e rastafariano convinto. Per lui il campo era un luogo di libertà e unione; dove rivendicare se necessario anche i propri valori. Come quella volta a Londra, in cui lui e la sua squadra sfidarono e sconfissero (con gloeada) i razzisti del National Front. Una liturgia che, oggi come allora, trova forma compiuta nell’appuntamento quadriennale dei Campionati del Mondo, cui Marley non voleva assolutamente rinunciare. Durante quello in Argentina del 1978, per esempio, fece montare una televisione nel pullman che lo accompagnava negli spostamenti pur di non perdersi le partite. Per certi versi il calcio incarnava per lui lo stesso spirito del reggae: popoli diversi uniti da una passione comune. Una celebrazione One Love che si ripeterà anche in occasione della finalissima di questa World Cup".

di Redazione 


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