Festival della Scienza, il confronto sull’intelligenza artificiale chiude quattro giorni di incontri e divulgazione
Chi decide quando l’Intelligenza Artificiale entra nelle nostre vite? E come fare in modo che l’innovazione resti al servizio delle persone?
Sono stati questi i temi al centro della tavola rotonda “Chi giudica la macchina? Intelligenza Artificiale tra etica, diritto, giustizia e salute”, che ieri mattina, domenica 25 ottobre, a Palazzo Dogana, ha chiuso il Festival della Scienza di Foggia 2026.
Il Festival è promosso dall’Associazione Festival della Scienza di Foggia, fondata da Marco D’Alessandro, Angelo Bricocoli e Antonio Milazzi, con la direzione scientifica di Arnaldo D’Amico.
A moderare l’incontro è stata la giornalista Carmen Lasorella, che ha guidato il confronto tra padre Paolo Benanti, teologo, docente alla Pontificia Università Gregoriana e alla LUISS e presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’Informazione della Presidenza del Consiglio, Enrico Infante, procuratore capo della Repubblica di Foggia e Alessandro Palombo, direttore del Centro nazionale per l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie innovative per la salute dell’Istituto Superiore di Sanità.
LA CONVERSAZIONE. Il punto di partenza è stato il libro di Padre Benanti Il caso Guillou. Storia di un’identità cancellata (Mondadori, 2026), che racconta la vicenda di un giudice della Corte penale internazionale colpito da sanzioni e privato dell’accesso a conti, carte e servizi online. Un caso che mostra quanto il potere dei sistemi digitali possa incidere concretamente sulla vita delle persone.
Da questa vicenda, il dibattito ha attraversato questioni che riguardano da vicino la società contemporanea: i limiti etici dell’Intelligenza Artificiale, la responsabilità per i danni e i reati commessi attraverso queste tecnologie, la tutela dei diritti e le opportunità, insieme ai rischi, del loro impiego in ambito sanitario. Prospettive differenti, chiamate a confrontarsi su un tema che non riguarda soltanto gli sviluppi tecnologici, ma anche le regole, le libertà e le responsabilità che accompagnano il cambiamento.
L’incontro conclusivo ha raccolto l’interesse del pubblico presente, chiudendo un’edizione che ha portato a Foggia occasioni di approfondimento e divulgazione dedicate a una tecnologia destinata a trasformare sempre più aspetti della vita quotidiana.
CAPIRE LUCI E OMBRE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. Dal 22 al 25 ottobre, il Festival ha proposto un percorso attraverso il tema “Intelligenza Artificiale: luci e ombre”, affrontandolo da angolazioni diverse e mettendo in dialogo discipline, competenze ed esperienze.
Gli appuntamenti pomeridiani, ospitati da giovedì a sabato alla Pinacoteca ’900, hanno portato al centro questioni concrete: l’uso della rete per manipolare immagini e video e danneggiare le persone, il diritto d’autore e la creatività, le regole che governano l’Intelligenza Artificiale oltre i confini nazionali, il rapporto tra medicina e nuove tecnologie e i meccanismi che legano social network, algoritmi e dipendenze.
Accanto agli incontri pomeridiani aperti alla città, il Festival ha previsto anche appuntamenti e attività laboratoriali nelle scuole, portando il tema dell’Intelligenza Artificiale nei luoghi della formazione e offrendo agli studenti occasioni per avvicinarsi a una trasformazione che coinvolge già il loro presente. Un percorso che ha affiancato alla riflessione pubblica il dialogo con le nuove generazioni.
LA SCIENZA COME OCCASIONE DI INCONTRO. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato il tentativo di guardare all’Intelligenza Artificiale senza fermarsi né all’entusiasmo per le sue possibilità né ai timori legati ai suoi rischi. Comprenderne il funzionamento, valutarne gli effetti e discuterne le implicazioni significa mettere in relazione conoscenza scientifica, diritti, responsabilità e scelte collettive.
La partecipazione del pubblico agli appuntamenti ha accompagnato questo percorso, confermando l’importanza di creare occasioni in cui temi complessi possano essere affrontati in modo accessibile e attraverso il contributo di competenze diverse.
Con la tavola rotonda di ieri mattina si chiude l’edizione 2026, quattro giorni dedicati alla conoscenza, alla divulgazione e al confronto sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il nostro rapporto con la tecnologia.
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