Cataneo al papà del giovane aggredito: "Siamo inascoltati, ma non tutti siamo disattenti"
"Una comunità deve essere capace di proteggere e riconoscere il dolore, tenendo unito ciò che rischia di spezzarsi". Con queste parole Pasquale Cataneo, consigliere comunale di Foggia, risponde alle amare riflessioni del padre del ragazzo brutalmente picchiato da un gruppo di 15 minorenni sul treno Foggia-Bari.
NON TUTTI DISATTENTI. Un episodio di violenza che, secondo Cataneo, è l'espressione di un "homo homini lupus" che va contrastato con urgenza. "Non tutti, a livello istituzionale, sono disattenti", precisa il consigliere, ricordando come diverse proposte per la sicurezza urbana e ferroviaria siano state presentate da tempo, restando però in gran parte senza risposta, ad eccezione del presidio notturno di "Strade Sicure" a Foggia.
LE PROPOSTE. Sulla base di un indice di criminalità che vede la provincia di Foggia, purtroppo stabilmente, tra le prime 30 in Italia, Cataneo rilancia tre misure urgenti e specifiche, in questo caso, per la tutela di passeggeri e lavoratori come già fatto, più in generale, qualche mese fa: - Potenziamento PolFer: Il ripristino dei turni notturni per la Polizia Ferroviaria di Foggia, attualmente scoperti da circa un anno nonostante l'alto numero di denunce. - Nucleo FS Security: L'istituzione immediata di un presidio stabile di addetti alla sicurezza di Ferrovie dello Stato, già previsto dal piano industriale della società ma, ad oggi, non concretizzato a Foggia. - Tecnologia e prevenzione: L'aggiornamento dei sistemi di videosorveglianza e di altre tecnologie, strumenti fondamentali per identificare i responsabili ma che devono essere affiancati da una presenza fisica costante.
COME IL BUE MUSCHIATO. Riprendendo la metafora usata dal padre della vittima, Cataneo sottolinea la necessità che la politica agisca come il branco di buoi muschiati: "Dobbiamo stringerci in cerchio per mettere al centro i più vulnerabili. In particolare i nostri giovani. La Comunità futura. E questo non è solo il mio pensiero ma, trasversalmente, di molti altri miei colleghi consiglieri". L'auspicio è che la Giunta comunale chieda con urgenza un intervento specifico al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Non solo repressione, però: il consigliere invoca azioni educative nelle scuole e nelle università, oltre a un impegno concreto della Consulta provinciale della Legalità per ricostruire quel senso di comunità necessario a prevenire il disagio giovanile. "L'individuazione dei responsabili conferma che tecnologia e professionalità delle forze dell'ordine funzionano – conclude Cataneo – ma per prevenire servono più uomini e una presenza costante nelle stazioni e sui treni".
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