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"Un ragazzo che donava sorrisi", nella Chiesa dell'Immacolata i funerali di Giacomo Paolucci

Un ragazzo che donava sorrisi, quegli stessi sorrisi che oggi si sono tramutati in lacrime e smorfie di dolore. Si è svolto così, nella Chiesa dell'Immacolata di Foggia, l'ultimo saluto a Giacomo Paolucci (scomparso in un incidente stradale in via Einaudi), in una parrocchia gremita e avvolta dal silenzio.

IL DOLORE DEI CARI. Tantissimi gli amici presenti, molti i colleghi di Trenitalia, innumerevoli le persone e i conoscenti che hanno voluto stringersi attorno al dolore profondo dei suoi cari. Una morte improvvisa, che lascia senza spiegazioni di fronte a una vita spezzata così giovane. Soltanto qualche giorno prima, Giacomo aveva festeggiato il sessantesimo compleanno del papà Fernando insieme alla mamma Anna e la sorella Francesca, a zii, cugini, parenti e amici: quelle restano ora come le ultime diapositive di una quotidiana e serena felicità.

IL PROFESSORE. L'omelia è stata affidata al suo professore, don Luca Zizzari, che ha ricordato il ragazzo con queste parole: "Da professore, voglio ricordare il significato profondo della parola insegnamento: significa lasciare un segno. Oggi siamo stati tutti segnati. È bastato un attimo, una verità che spacca e rompe le nostre certezze. Giacomo ha lasciato il segno della bellezza della sua anima". Alla fine si sono susseguite le testimonianze toccanti di chi ha conosciuto, amato e condiviso la sua voglia di vivere. Un coro unanime di voci per ricordare un ragazzo straordinario che continuerà a vivere nel cuore della sua comunità.
(Cinzia Rizzetti) 

di Redazione 


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