Cangelosi parte male, il Picerno passa 2-1 allo Zaccheria
Nel giorno in cui il duo Casillo-De Vitto inizia ufficialmente la propria avventura al timone del Foggia, i rossoneri perdono una gara pesante in ottica salvezza contro il Picerno. Allo Zaccheria, i lucani non rubano nulla e con ordine portano a casa tre punti pesanti. Per Cangelosi, un debutto che obiettivamente non ci si aspettava: troppe disattenzioni sui gol incassati e una reazione che dopo lo svantaggio è stata debole.
LE FORMAZIONI. Davanti a poco più di 4mila spettatori, Cangelosi debutta con il 4-3-3 che vede Perucchini tra i pali, davanti a lui Di Marco, Rizzo, Brosco e Giron, in mezzo al campo Romeo, Petermann e Castorri in avanti il trio Oliva-Cangiano-Tommasini. Bertotto risponde con il 4-3-3 che vede Marcone in porta, linea difensiva formata da Gemignani, Del Fabro, Bassoli e Pistolesi con Pugliese, Franco, Baldassin a centrocampo e il terzetto offensivo formato da Guadagni, Abreu e Cardoni.
BROSCO ILLUDE. Le prime conclusioni, seppur non nello specchio della porta, sono del Picerno che dimostra di essere venuto allo Zaccheria senza timori. Il Foggia risponde al 5’ con Romeo che calcia forte ma in maniera imprecisa. Più pericoloso Oliva al 12’ che dopo un batti e ribatti in area sfiora la traversa. Al 15’ la grossa chance: lancio in area per Tommasini, la difesa lucana respinge come può e Castorri a tu per tu con Marcone trova l’opposizione del portiere. Sugli sviluppi del corner, arriva il gol: è Brosco a svettare più in alto di tutti per il vantaggio rossonero. Nemmeno il tempo di gioire che il Picerno pareggia: cross in area respinto dalla difesa rossonera, Guadagni in acrobazia è bravo e mette alle spalle di Perucchini. La gara è vivace e al 21’ i rossoneri hanno l’occasione per ripassare: Marcone è impreciso nell’uscita e Romeo ha la palla buona ma il portiere lucano si riscatta ed evita la rete. Sull’altra sponda è Cardoni la spina nel fianco della difesa rossonera e Dimarco ha più di un problema nel contenerlo. Nei rossoneri le idee a centrocampo ci sono, con Peterman che fa il suo e Romeo che è sempre nella manovra. Ma è l’ultimo passaggio a mancare, con Tommasini che fatica a trovare spazi in attacco. Il Picerno non sta a guardare e fa la sua partita, con Guadagni che al 36’ costringe Perucchini agli straordinari. Al 39’ ci prova da fuori Petermann con Marcone che è attento e respinge. Prima del riposo c’è scompiglio nell’area del Picerno ma nessun rossonero riesce a ribadire in rete.
SORPASSO PICERNO. La ripresa inizia con Garofalo per Castorri e Nocerino per Oliva. Il numero 10 rossonero entra bene e al 51’ raccoglie un buon cross di Giron e manda di poco fuori. Il Picerno gioca meglio negli spazi e al 55’ passa: azione insistita sulla sinistra, Franco trova il corridoio giusto per Pugliese che batte Perucchini in uscita. Il Foggia prova ad uscire ma deve fare i conti con il pressing degli ospiti, che ‘ricacciano’ indietro i rossoneri. Barilari corre ai ripari e sostituisce uno spento Tommasini per Bevilacqua. I lucani fanno girare bene la palla, facendo trascorrere il cronometro. Dentro va anche Staver per Dimarco. Il Foggia non trova spazi, complice anche una manovra spenta. Bertotto manda in campo Coppola per Abreu e Rillo per Pistolesi. I lucani quando possono si affacciano in avanti, come al 77’ quando Franco manda alto. Bertotto si gioca anche le carte Maiorino per Franco e Djibril per Cardoni. I rossoneri fanno incetta di calci piazzati sulla sinistra ma le palle sono quasi sempre preda dei difensori ospiti. Nel Picerno va dentro anche Salvo che rileva Guadagni. Il Foggia si getta in avanti più per inerzia ma senza effetti. L’ultima emozione della gara è Brosco che in versione attaccante colpisce di testa e manda di poco fuori. Finisce tra i fischi dello Zaccheria. La classifica del Foggia si fa sempre più difficile e sabato contro l’Atalanta U23 bisognerà conquistare necessariamente i tre punti per non rimanere insabbiati nei bassifondi della classifica. Al di là delle attenuanti a Cangelosi, di tempo per rimediare ce n’è davvero poco.
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