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Foggia, polemiche per l'insulto sessista a Meloni sul palco del Primo Maggio: insorge il centrodestra e il rapper si scusa

Non è passato inosservato. Era uno dei più attesi, al Primo Maggio foggiano e non si è smentito. All'ottima performance sul palco, però, il rapper 'Gennarone', noto soprattutto per i suoi trascorsi nella formazione dei Tavola 28, ha aggiunto un discorso che ha provocato molte polemiche e che sta diventando in queste ore un tema politico.

LA VIOLENZA VERBALE. “Quanto accaduto ieri nel corso del concerto del 1° maggio a Foggia è sconcertante -  denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Francesco Ventola, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro, in merito a quella che definiscono la 'trivialità' del rapper -. L’ignobile volgarità della frase proferita contro la Premier Giorgia Meloni da un personaggio salito sul palco per esibirsi è un vero e proprio atto di violenza contro il quale ci aspettiamo che gli organizzatori, la sindaca e gli assessori comunali presenti all’evento prendano le distanze. Gli insulti sessisti e la solita solfa della evocazione dello spettro del Fascismo - proseguono - sono la dimostrazione evidente del clima di tensione che certe frange minoritarie e violente vogliono instillare in un Paese che, è bene ricordare, essere democratico".

L'INTERVENTO DI MAINIERO. Se il centrodestra resta vago, ci pensa il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Mainiero a esplicitare il contenuto dell'intervento di Gennarone che "ci ha deliziato con questa performance di garbo, educazione e rispetto delle donne": Spettro del fascismo con quella bocc**nara di Giorgia Meloni. "Da cittadino foggiano - evidenzia Mainiero - mi sono vergognato, da rappresentante istituzionale esprimo la più profonda indignazione. La sindaca Episcopo (che difende giustamente la dignità ed i diritti delle donne e che ripetutamente mi ha accusato falsamente di assumere atteggiamenti sessisti) - prosegue Mainiero - era lì insieme alla sua 'squadra' di governo comunale. Tutti allineati in grande spolvero: assessori e consiglieri comunali di maggioranza. E però né loro né lei hanno preferito parola. Non hanno censurato pubblicamente questo tizio né hanno preso le distanze da quello che veniva detto sul palco. Improvvisamente la loquace prima cittadina è diventata afona rispetto ad un tema su cui interviene un giorno sì e l'altro pure. Non sarà mica - conclude Mainiero - che il femminismo della Episcopo scompare magicamente quando gli insulti sessisti provengono da una persona che fino a pochi anni fa faceva parte dello stesso gruppo rap del suo consigliere di maggioranza del Movimento 5 Stelle Francesco Salemme (in arte Cisky)?".

LE SCUSE. "Chiedo pubblicamente scusa e mi sento di dissociare chiunque altro da quanto è accaduto ieri - scrive Gennarone sui social -. Chiedo scusa innanzitutto alle donne per aver usato un termine 'sessista', anche se in un contesto in cui il femminismo non c'entrava nulla. Chi mi conosce sa quanto rispetto nutro verso ogni essere verso ogni essere vivente. La mia era un'esortazione all'antifascismo e voleva essere più una provocazione che un insulto alla Presidentessa del Consiglio che tra l'altro non conosco personalmente. Non volevo offendere assolutamente le donne".

di Redazione 


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