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Il prestigioso Premio Morrione a Foggia: "Il giornalismo d’inchiesta vive un periodo difficile"

In una platea gremita della Sala del Tribunale di Palazzo Dogana, il 30 novembre si è svolta la dodicesima Edizione “Premio Roberto Morrione” per il giornalismo investigativo, che ha visto vincitori con “Brucia la Terra” per la sezione video inchiesta, Youssef Hassan Holgado e Tommaso Panza con il loro tutor Enzo Nucci. Una narrazione fedele di un fenomeno ormai radicato in terra di Foggia: la mafia foggiana o meglio denominata “La quarta mafia”. Si racconta di come questo cancro abbia trovato forza e consenso anche nel palazzo di città. Un Comune sciolto per mafia per voto di scambio, tangenti e intercettazioni di palesi minacce e concussioni. Un corto di denuncia e testimonianza storica.

IL RICORDO. Un premio prestigioso, il “Baffo Rosso 2023”, è stato consegnato inoltre, nella prima parte della serata, al giornalista Domenico Iannacone dalle mani di Mara Filippi Morrione, compagna del giornalista a cui il premio è dedicato. Nelle parole della moglie il ricordo tenero di Roberto Morrione, dell’uomo e del professionista impegnato e mai piegato alle logiche di potere.

IL GIORNALISMO IN CRISI. Domenico Iannacone si è detto emozionato di ricevere questo prestigioso riconoscimento e si è lasciato andare anche lui al suo personale ricordo. Ha poi, nel corso del suo intervento, manifestato il suo rammarico nel vedere come il giornalismo d’inchiesta stia vivendo un periodo difficile e di come non si intravede più un certo pluralismo dell’informazione soprattutto nel servizio pubblico. Egli stesso, infatti, con il suo programma “Che ci faccio qui” è stato “congelato” dalla Rai, espressione usata per descrivere il suo mancato inserimento nel palinsesto 2023/24. Il programma è però divenuto itinerante perché traslato in un altro contesto: il teatro. Il suo è servizio civile che ha assunto un’altra modalità ma ha conservato lo stesso spirito e, possiamo ben dire, la stessa nobiltà d’animo.

GLI OSPITI. Numerosi gli interventi seguiti ai saluti di Giuseppe Nobiletti, presidente della Provincia di Foggia, che dopo aver ringraziato tutti gli organizzatori, gli ospiti e il pubblico in sala, ha sottolineato quanto sia importante la collaborazione tra enti per promuovere legalità e giornalismo di qualità. Ha moderato l’incontro Francesca De Rosa, rappresentante della Consulta per la legalità della Provincia di Foggia introducendo i vari ospiti: Piero Gambale, per l’Ass. “Per il Meglio della Puglia”; Giuseppe Giulietti, fondatore di “Articolo 21”; Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di “Libera”; Mara Filippi Morrione, Giovanni Celsi e Stefano Lamorgese, rispettivamente portavoce, presidente e vicepresidente dell’associazione “Amici di Roberto Morrione”. Tutti gli interventi hanno assunto il valore della denuncia e dell’impegno perché, citando don Ciotti, è “Il noi che vince” Hanno espresso i loro ringraziamenti e i loro saluti anche Irene Sasso, vicepresidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e Giuseppe Chiappinelli, presidente della Fondazione antiusura Buon Samaritano. Presenti anche Maria Aida Episcopo, sindaca di Foggia e Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione Puglia che, tra i vari impegni istituzionali dati dalle loro cariche, sono riusciti a ritagliare del tempo per portare la loro testimonianza di impegno per la nostra città di Foggia.
L'AUTRICE. Cinzia Rizzetti

di Redazione 


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