Rete cittadina contro le mafie, l'Opera San Michele diventa Presidio di Legalità
Venerdì 26 giugno, alle ore 9.00, presso l'Opera San Michele sarà inaugurato il quinto Presidio di Legalità promosso dal Comune di Foggia nell'ambito dell’iniziativa "100 Giorni per la Legalità e la Lotta alle Mafie".
Con questa nuova apertura si allarga la rete dei presìdi cittadini, luoghi fisici e permanenti dedicati alla memoria delle vittime innocenti delle mafie, all'educazione delle giovani generazioni e alla promozione della cittadinanza attiva.
LA RETE. Come noto, i presìdi attualmente attivi sono quattro. Il primo è il Presidio "Caterina Ciavarrella", presso la Scuola Leopardi, dedicato alla bambina di cinque anni di San Nicandro Garganico uccisa dalla violenza mafiosa. Seguono il Presidio "Francesco Marcone", presso l'Istituto Volta, intitolato al Direttore dell'Ufficio del Registro di Foggia assassinato il 31 marzo 1995; il Presidio "Francesca Morvillo", presso il plesso Foscolo-Gabelli, dedicato alla magistrata deceduta nella strage di Capaci; il Presidio "Don Tonino Bello", presso la Parrocchia dello Spirito Santo, nel ricordo del vescovo simbolo di pace e impegno civile.
A questa rete, da domani si aggiungerà il Presidio "San Leonardo Murialdo", presso l'Opera San Michele.
All'inaugurazione interverranno la sindaca Maria Aida Episcopo, l'Assessore alla Legalità Giulio De Santis, il capo della DIA di Foggia Paolo Iannucci e Don Vincenzo Molinaro, parroco della Parrocchia San Michele.
UN PUNTO DI RIFERIMENTO. “Ogni presidio che inauguriamo è un luogo che sceglie di stare dalla parte della memoria, della giustizia e della responsabilità - dichiara De Santis -. Vogliamo che questi spazi diventino punti di riferimento stabili per le nuove generazioni, perché la lotta alle mafie si costruisce attraverso l'educazione, la conoscenza e la partecipazione della comunità”. Con il presidio dell'Opera San Michele, la rete cittadina coinvolge ora cinque realtà tra scuole, parrocchie e associazioni. L'obiettivo dell'Amministrazione è estenderla progressivamente ad altri quartieri, nella convinzione che la legalità non si affermi per decreto, ma sia pratica quotidiana.
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