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Foggia Village / Dalla Moldaunia al pianeta del Piccolo Principe

Questa settimana vi racconto una trasferta. A differenza del calcio, se vi muovete per spettacoli, cultura, eventi, non accadrà mai che un prefetto vi imponga di restarvene a casa vostra per questioni di sicurezza pubblica, come se foste una sciagura per chi vi incontra, e tanto meno che nei luoghi di destinazione vi considerino dei vandali indesiderati, il che mi sembra un argomento di tutto rispetto per promuovere le trasferte culturali.

MOLDAUNIA APS (ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE). In particolare, per lo spettacolo di cui parliamo oggi, un piccolo gruppo di foggiani ha cercato una alleanza con un nutrito gruppo di genti di Campobasso: senza tante chiacchiere e lungaggini politico/istituzionali, appurato l'intento comune di dirigerci alla volta di Roma, abbiamo fatto la Moldaunia!
In quattro e quattr'otto ci siamo contati, ci siamo organizzati, abbiamo contattato una agenzia che si occupasse dei biglietti del teatro per 37 persone, e una compagnia di autobus che ci trasportasse nella città eterna, e in un piovoso sabato di pioggia siamo partiti, arrivati e tornati, e ci è avanzato pure il tempo per le foto ricordo a piazza di Spagna, dal momento che il teatro mèta del viaggio era il Sistina, lì a un passo.

IL PICCOLO PRINCIPE. Lo spettacolo motore del viaggio è stato lo show Il piccolo principe, per la regia di Stefano Genovese. Questa rappresentazione si snoda lungo diversi registri teatrali: un po' prosa, un po' musical, un po' spettacolo circense, un po' installazione, tutti i “quadri” che riportano il viaggio del Picccolo Principe tra i pianeti e gli incontri che compie lungo il percorso, sono un caleidoscopio di colori, ancorati a scelte musicali indovinate, popolari ed evocative. La narrazione si apre con le note di Life on Mars, di David Bowie, che accompagnano il volo dell'aviatore prima dell'avaria che lo costringe all'atterraggio di fortuna nel deserto in cui incontrerà il piccolo principe. Sempre Bowie, con Starman, l'intermezzo che segna lo stacco da un “quadro” all'altro. La scenografia si sviluppa in verticale, con il secondo piano versatile che diviene di volta in volta il giardino in cui cresce la rosa, il firmamento dell'uomo che conta le stelle, il pianeta del geografo o il baratro in cui cade l'ubriacone, e leggiadri, coloratissimi palloni che appaiono e scompaiono nella volta del cielo, corpi celesti del sistema solare attraversato dal protagonista. Le performance, della cantante che interpreta la rosa, degli attori (alcuni di loro impersonano più ruoli) e degli acrobati esprimono pienezza e talento. L'uomo che conta le stelle, in movimento sulle scale a pioli che fa giostrare come un giocoliere le biglie, o l'ubriacone, che realizza uno splendido spettacolo con il trampolino, o il lampionaio e la sua abilità con la pertica, sono un innesto del circo che regala suggestioni a uno spettacolo di impatto immediato e coinvolgente. La tenerezza dell'incontro tra il Piccolo Principe e la Volpe è sottolineata dal brano La Cura, di Franco Battiato, mentre il commiato del protagonista si svolge lasciando veicolare l'emozione del distacco a The sound of silence.

FUORI PROGRAMMA CON GLI ATTORI. L'incanto degli spettatori, adulti e bambini, tantissimi, è stato unanime e palpabile. Nella fila dietro alla mia la voce di una bimba molto piccola punteggiava ogni scena, ogni personaggio, mostrando di conoscere e amare la storia raccontata.
Gli ottanta minuti di spettacolo sono volati via in fretta, e all'uscita, fuori dalle porte del teatro, ci siamo imbattuti in Ludovico Cinalli, l'attore che ha impersonato la Volpe, e Davide Paciolla, l'aviatore, che al termine dello spettacolo pomeridiano speravano, immagino, in un'ora di relax prima della replica serale, ma sono finiti felici ostaggi di noi spettatori che ci attardavamo sulla soglia per via di una pioggia battente. Si sono prestati con gentilezza e disponibilità per le foto di rito, e anche per qualche chiacchiera, quando abbiamo detto loro che avevamo affittato un autobus apposta per andare a vederli. Con grande generosità, saputo che intendevo scrivere una recensione, mi hanno chiesto di riportare i nomi degli altri interpreti, e lo faccio volentieri, avendoli apprezzati moltissimo. Si tratta di Claudia Portale (la rosa) che oltre a recitare canta, Matteo Prospero che aveva ben tre ruoli, il re, il vanesio e il cartografo, Giulio Lanfranco e Vittorio Catelli, gli acrobati (due ruoli anche per Lanfranco), e infine il piccolo protagonista, che abbiamo scoperto essere in realtà due bimbi, uno di otto anni e uno di nove, Alessandro Stefanelli e Gabriele Tonti. Ieri sera in scena c'era Gabriele e anche lui ha avuto il suo bagno di folla all'uscita da teatro.

ESPERIMENTO DA RIPETERE. Al rientro l'autista del bus, con un comicissimo accento a metà tra il molisano e il campano, ci ha pure omaggiati di una visita guidata per le vie della Capitale, con tanto di sosta di fronte al Colosseo. Alla fine eravamo così soddisfatti dell'esperienza globale, che davvero abbiamo pensato alla fondazione di una nuova regione, o almeno di una APS per girare per spettacoli ed eventi culturali, e per rafforzare il concetto abbiamo già bloccato il bus per la notte bianca dei musei capitolini, a maggio. Magari a questo campionato finiamo capolista, hai visto mai...

(Giuseppina Dota)

di Redazione 


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