Giocattolo contenente amianto, l’allerta del Ministero della Salute
L’amministrazione comunale di Foggia raccoglie la sollecitazione pervenuta dal Ministero della
Salute e da Sportello Amianto Nazionale APS e segnala a famiglie, scuole dell’infanzia,
asili nido pubblici e privati e strutture frequentate da minori del territorio la presenza sul
mercato di un giocattolo contenente sabbia contaminata da tremolite, una forma di
amianto.
IL PRODOTTO. La notifica Safety Gate SR/01963/26 identifica il prodotto come un giocattolo elastico a
forma di carota, di colore arancione, riempito di sabbia e lungo circa 17 centimetri.
La marca è Trendhaus, Modello 967176, Lotto 2025=CH33287, Codice a barre
4032722967176.
E’ stato realizzato in oltre 30mila pezzi - l’Italia è indicata tra i Paesi di destinazione – e
potrebbe rompersi consentendo la fuoriuscita del materiale di riempimento contaminato: è
stato quindi classificato a livello europeo come “Serious Risk” (Rischio Serio).
COSA FARE. Se il giocattolo è integro, chiunque lo individui è pregato di sospenderne immediatamente
l’utilizzo, sottrarlo alla disponibilità dei bambini, non aprilo, tagliarlo, forarlo o svuotarlo,
evitare manipolazioni non necessarie, verificare la possibilità di riconsegnarlo al venditore
o – qualora la riconsegna non sia possibile – contattare l’ASL Foggia per conoscere e
seguire le procedure previste.
Se il giocattolo è rotto o la sabbia è fuoriuscita, si raccomanda vivamente di non spazzare
la sabbia, non utilizzare un normale aspirapolvere, non soffiare sul materiale, non tentare
autonomamente di disperderlo o rimuoverlo, allontanare temporaneamente bambini ed
altre persone dall’area interessata, contattare l’ASL Foggia specificando il riferimento alla
notifica Safety Gate SR/01963/26 – giocattolo contenente sabbia contaminata da
tremolite.
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell'autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poichè è "impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori". Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile.Riproduzione Riservata.