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Giovane detenuto chiuso in una stanza senza aria condizionata per 8 ore: la denuncia degli Avvocati Penalisti di Capitanata

L'Associazione Avvocati Penalisti di Capitanata esprime pubblica e ferma denuncia in merito ad alcune gravissime criticità rilevate presso la Seconda Sezione Penale del Tribunale di Foggia. L'episodio contestato risale all'udienza dello scorso 7 luglio dinanzi al Collegio e riguarda il trattamento riservato a un giovane imputato in custodia cautelare presso l’istituto penale per minorenni "Nicola Fornelli" di Bari.

LA VICENDA. Il giovane - come ricostruisce una nota a firma del presidente Marcello Oreste di Giuseppe e dall'intero direttivo formato da Michele Arena, Annamaria Cibelli, Carlo Gesueto, Antonio Vincenzo Maizzi, Euplio Mastrangelo, Luigi Palmieri, Andrea Petito e Pasquale Rinaldi -, portato a Foggia per un'udienza fissata alle ore 13 e giunto sul posto alle ore 12:30, è stato trattenuto chiuso a chiave nella cella di sicurezza del Tribunale per oltre sette ore. L'ambiente in questione si è presentato totalmente privo di finestre e di impianti di aria condizionata, con temperature asfissianti e senza che al detenuto fosse data la possibilità di consumare il pasto. A questa estenuante attesa si sono aggiunte le due ore necessarie per il viaggio di trasporto. L'udienza è stata infine chiamata soltanto alle ore 20:13. Provato fisicamente dalle condizioni di permanenza, l'imputato si è visto costretto a chiedere il rientro in istituto, rinunciando di fatto a presenziare al proprio processo. Nonostante la difesa avesse eccepito il legittimo impedimento derivante da tali circostanze, il Collegio ha disatteso l'eccezione, deliberando di procedere in assenza dell'imputato. 

LE RICHIESTE. L'Associazione sottolinea come questo intollerabile episodio non rappresenti un caso isolato, bensì si inserisca in un consolidato modus operandi che vede le udienze protrarsi ordinariamente fino a tarda sera, in una totale assenza di dialogo con la presidenza. La sistematica violazione dei protocolli d'udienza arreca un grave pregiudizio a tutte le parti coinvolte, lede profondamente la dignità delle persone detenute e dei difensori, e finisce per minare la credibilità stessa della Giurisdizione. Al fine di superare queste inaccettabili prassi, l’Associazione propone di attivare, a partire dal mese di settembre 2026, appositi tavoli di confronto con i capi degli uffici giudiziari e con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, così da individuare soluzioni organizzative idonee a garantire il rispetto dei protocolli e a tutelare la dignità delle persone detenute. 

di Redazione 


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