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Il Cantastorie, il progetto tra musica, poesia e teatro dell'attore foggiano Vincenzo Ficarelli

Il dolore può trovare forme diverse per essere raccontato. Una di queste è stata esplorata dall’attore foggiano Vincenzo Ficarelli, classe 1999, che porta avanti un nuovo progetto tra scrittura, poesia, musica, video e teatro. “Il Cantastorie”, composto da dodici tracce, non si limita alla produzione discografica, ma si configura come un progetto multimediale articolato attraverso diverse forme espressive.

NON SOLO MUSICA. Le tracce sono concepite per essere fruite non solo attraverso la musica, ma anche in contesti di poesia, video, performance dal vivo e spettacoli teatrali. Questi ultimi, strutturati attorno ai testi, prevedono l’integrazione di elementi recitati e coreografici. Il nome nasce da una parola che Ficarelli si è sentito rivolgere più volte in passato. “Cantastorie” era il modo con cui gli amici definivano i suoi racconti, spesso volutamente trasformati, esagerati, portati oltre la realtà. Quello che era nato come una provocazione è diventato invece un’identità artistica: la capacità di raccontare una storia trasformandola, senza perdere ciò che quella narrazione vuole dire. Al centro de “Il Cantastorie” c’è la scrittura come unico punto di partenza. Ficarelli racconta parti di sé senza quasi mai mettersi direttamente in prima persona. Sono i personaggi e le immagini a parlare al suo posto con cura e senza timore. Argo, il cane del re Ulisse, diventa il simbolo dell’abbandono. “Filastrocca mediterranea” affronta il dramma attuale delle morti nel Mediterraneo attraverso un’immagine costruita intorno a chi accoglie le persone (e quindi le storie) arrivate dal mare e si trova davanti ai loro oggetti, ai giocattoli, ma non ai bambini che li possedevano. Dentro queste dodici tracce c’è anche Foggia. Un legame indissolubile tra Ficarelli e la sua città, concentrato soprattutto in due brani: “No Cumba’ me send”, scritto in dialetto, e “Scricchioli”, dedicato al crollo di Viale Giotto. Due episodi diversi, ma accomunati dalla volontà di confrontarsi con la memoria della propria città senza trasformarla in semplice sfondo narrativo, servendosi di tutta la delicatezza che occorre di fronte a quello si ama per davvero.

SI PARTE DA FOGGIA. “La presenza di Foggia, anche se limitata a due tracce per me è fondamentale”, racconta Ficarelli. “Il progetto nasce da un dolore enorme, dall’essere rimasto solo e da tante situazioni personali che mi hanno portato a non poter più scappare da quello che avevo dentro. La scrittura è diventata un modo per attraversare quel dolore e comprenderlo. L’ho fatto a partire da casa mia. Da Foggia”. Ancora prima di uscire, 'Il Cantastorie' ha già ricevuto un premio importante: ha vinto “La Penna di Calliope”, contest di slam poetry a Napoli. Inoltre, è in lizza per diversi concorsi nazionali, e l’attore ha in programma di annunciare novità sui suoi canali social. 

IL TEAM. Il lavoro nasce da una squadra di artisti e professionisti che ha accompagnato il “frontman” nella costruzione del progetto che da domani sarà disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme multimediali streaming. Alice Lo Storto ha curato la parte legata ai social e ha avuto un ruolo centrale nella costruzione dell’identità visiva, realizzando un articolato lavoro fotografico, visibile presto su Instagram. Andrea Sponsillo dirige la parte creativa e videografica. Giovanni Russo ha curato undici delle dodici produzioni musicali. Mirko Salemme ha prodotto una delle tracce, quella che vede anche la partecipazione vocale dell’attrice Graziana Cifarelli. Un ringraziamento particolare è rivolto inoltre ad Antonio, Luigi e Francesco, tre fratelli e artisti che hanno accompagnato Ficarelli durante il percorso creativo e personale che ha portato alla nascita del progetto. 

IL LANCIO. Il risultato è un’opera pensata per non rimanere confinata all’ascolto in cuffia. Da domani 8 ottobre “Il Cantastorie” sarà disponibile su tutte le principali piattaforme digitali e, parallelamente, il progetto proseguirà il proprio percorso attraverso festival, concorsi e appuntamenti dal vivo. Sono inoltre in preparazione gli spettacoli teatrali e nuove occasioni per portare il progetto fuori dalla Puglia. 

ESSERE ASCOLTATO DA TUTTI. C’è, infine, un desiderio che attraversa tutto il lavoro: quello di essere ascoltato anche dalla propria città. “Essere selezionato per contest e concorsi fuori, ricevere riconoscimenti e poi sentirsi dire 'ma vieni da Foggia?' lascia un retrogusto amaro. Sembra quasi che da qui si debba fare il doppio della fatica. Mi auguro che questi miei testi riescano prima di tutto a essere ascoltato dalla mia città”.

di Sandro Simone


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