Incidente braccianti a Serracapriola, CGIL e FLAI: “Controllare i contratti di lavoro e trasporti”
Cgil e Flai Cgil di Foggia nell'esprimere profondo dolore per la morte di un operaio agricolo nell'incidente stradale avvenuto questa mattina nel territorio di Serracapriola, rilanciano alle istituzioni e alla politica, a ogni livello, la forte denuncia sulle condizioni di lavoro e di trasporto nel settore primario specie in questo periodo dell'anno, che reclamano azioni di contrasto e prevenzione maggiori.
CONTROLLI. "Il 4 e 6 agosto di otto anni fa in due distinti incidenti nelle stesse zone della provincia di Foggia, persero la vita 16 braccianti stranieri. Passano gli anni e siamo qui a commentare ancora tragici eventi - sostengono i segretari generali Gianni Palma e Giovanni Tarantella -. Per chi lavoravano questi operai agricoli? Avevano un regolare contratto? L'impresa organizzava il trasporto o delegava a chi? Queste sono le domande alle quali ci aspettiamo risposte perché sulle imprese che utilizzano le maestranze ricadono le responsabilità”.
ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'. “Non deve passare la logica della casualità di fronte a precise responsabilità di legge per chi assume e ha dovere di vigilare anche su regolarità del trasporto, spesso lasciato all'utilizzo di mezzi obsoleti. Purtroppo assistiamo a un totale disimpegno del Governo nelle politiche di contrasto al caporalato, come dimostrano i milioni persi per il superamento degli insediamenti informali. Va dato atto al lavoro delle forze dell'ordine e magistratura, ma - si concludono i sindacalisti - servirebbe una assunzione di responsabilità generale, a ogni livello, a partire da istituzioni e fino alle associazioni d'impresa, cosi come indica la legge 199/2016. Basta sfruttamento, basta morti di lavoro”.
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell'autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poichè è "impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori". Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile.Riproduzione Riservata.