Nuove dipendenze, per il 50% degli studenti foggiani non avere internet sarebbe “una vita vuota”
Social network, videogiochi, gioco d’azzardo online, shopping compulsivo, dipendenze affettive. Sono solo alcune delle nuove dipendenze comportamentali, anche dette “new addictions”: dipendenze che non hanno a che fare con droghe e alcol, ma che osservano i medesimi comportamenti patologici. È l’indagine dell’Equipe Territoriale Emmausche è stata presentata a Foggia venerdì 29 maggio, presso Palazzo Dogana:1500 alunni e alunne intervistati durante gli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026, coinvolti nel progetto “In-Dipendenti” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso un lavoro svolto nelle aule e presso le comunità di recupero di Emmaus. Un campione statistico e analitico di autorevole valenza scientifica, il quale ha riguardato ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 18 anni, studenti dei seguenti istituti del capoluogo: “Notarangelo-Rosati-Giannone-Masi”, “Volta”, “Marconi”, “Poerio”, “Einaudi” e “Pacinotti”.
INTERNET PIU’ DI 4 ORE AL GIORNO. Tre, pertanto, le dimensioni d’indagine, come ha spiegato la docente dell’Unifg Barbara Angelillis, responsabile scientifica della ricerca e curatrice del report “In-Dipendenti”: «la dipendenza tecnologica, con particolare attenzione per l’uso di internet e dei dispositivi digitali, quella affettiva e relazionale, come la paura dell’abbandono e i controlli nella coppia, e la dipendenza da gioco d’azzardo». Quanto alla dipendenza tecnologica, si sottolinea che il 47,6% delle ragazze (contro il 37,8% dei ragazzi) usa internet più di 4 ore al giorno e quasi il 90% lo fa per andare sui social network (65,2% i maschi). Se il 34,4% delle ragazze afferma di voler ridurre l’uso di internet senza riuscirci (contro il 23,5% dei ragazzi), quasi il 50% di entrambi i campioni dichiara che senza internet avrebbe una vita vuota – la conferma arriva dal fatto che il 44,6% delle femmine e il 36,6% dei maschi dice di andare a dormire tardi a causa del telefono.
GIOCHI D’AZZARDO. Quasi il 58% degli alunni poi, ammette di spendere regolarmente soldi per il gioco d’azzardo online (le alunne 17,7%) e l’8,8% dichiara di aver provato a smettere senza riuscirci. Due volani particolarmente preoccupanti che si aggiungono a un dato altrettanto significativo che vede l’87% dei maschi giocare sempre. Soldi che vengono spesi soprattutto per scommesse (90%), casino online (79%), poker (59%) e videogiochi (57%). Per quanto attiene l’ambito relazionale, i dati dicono che quasi il 70% delle ragazze rivela di avere paura di essere abbandonata (circa il doppio rispetto ai ragazzi). I maschi dichiarano di guardare video pornografici (52,1% contro il 9,4%), al contempo risultano sempre loro quelli più obbedienti ai divieti del partner(37,8% contro il 21,1%), evidenziando – come ha sottolineato la docente Angelillis durante il convegno – un dato in controtendenza nazionale.
NUOVE DIPENDENZE. «Gli stadi di dipendenza comportamentali – ha chiosatoil medico Fausto Campanozzi, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche di Asl Foggia – sono identici a quelli per l’uso di sostanze, soprattutto quando parliamo di internet e di social network. Si parte dalla fase di tolleranza e si arriva alla vera e propria astinenza, con una sintomatologia che nei casi più gravi comporta anche rabbia e atteggiamenti violenti. Gli episodi di violenza tra i giovani – ha concluso – come anche le baby gang, le aggressioni ingiustificate e quant’altro, vanno collegati a queste forme di dipendenza moderne».
LA PRESENTAZIONE. Al convegno hanno preso parte anche l’assessora alle Politiche Giovanili del Comune, Alice Amatore, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Alfonso Vito, il Presidente dell’Associazione Comunità sulla strada di Emmaus, Raffaele Ruggiero, il Direttore Generale uscente dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, il Direttore Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del P. O. “Teresa Masselli-Mascia” di San Severo, Angelo De Giorgie lo psicoterapeuta e responsabile di progetto, Giuseppe Centra. Per quanto riguarda la realizzazione del lavoro presso le scuole, si sottolinea il contributo dei membri dell’Equipe Territoriale Emmaus, in particolare quello di: Filomena Lepore(docente e coordinatrice dell’equipe), Giulia Formiglio (mediatrice interculturale), Remo Murani (educatore professionale), Ines Vinciguerra (educatrice professionale), Rosanna Iannibelli(insegnante volontaria), Antonio Pirro (docente comandato).
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