L’Iconavetere verso il ritorno a Foggia: l’obiettivo è restituire l’opera alla comunità nel 2027
L’evento di venerdì 15 maggio in Cattedrale.
Un’opera dal valore storico, artistico e spirituale inestimabile che si prepara a rinascere. È quanto è stato detto durante l’evento di venerdì 15 maggio che si è tenuto nella Cattedrale di Foggia, incentrato sulla Beata Vergine Maria dell’Iconavetere: un’esposizione di quello che è lo stato dell’arte circa il percorso conoscitivo del restauro in atto (foto di Potito Chiummarulo).
LA TAVOLA LIGNEA. L’evento, salutato dall’Arcivescovo Mons. Giorgio Ferretti, ha dato la possibilità ai tanti partecipanti, e alla presenza di autorevoli professionisti di settore, di sottolineare dal punto di vista scientifico e storico-artistico l’assoluta importanza dell’antichissima tavola lignea dell’Iconavetere, risalente intorno al 1040 e raffigurante una Madonna bizantina con il Bambino in braccio. Ad oggi, com’è stato detto, la tavola è al centro di un delicato e complesso intervento di restauro affidato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, eccellenza del Ministero della Cultura nel campo della conservazione delle opere d’arte. Stando a quanto annunciato durante l’evento, l’obiettivo condiviso è quello di restituire l’opera alla comunità foggiana nei primi mesi del 2027.
LE PAROLE DEL VESCOVO. Durante i saluti istituzionali, pertanto, il Vescovo ha sottolineato il profondo significato spirituale e identitario dell’opera, annunciando che, una volta restaurata, l’Iconavetere verrà finalmente mostrata nuovamente ai fedeli e ai cittadini, recuperando pienamente la sua funzione originaria di icona sacra.
RESTAURO DELLA CANTORIA. Anche la Soprintendente per le province di Foggia e BAT, l’architetto Anita Guarnieri, intervenuta all’evento, ha evidenziato come il progetto rappresenti il risultato di un importante lavoro di squadra tra Chiesa, istituzioni locali e Ministero della Cultura. Nel corso dell’incontro si è fatto cenno anche ai lavori di restauro della cantoria, ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico e artistico cittadino.
NEI SECOLI. La storia dell’Icona attraversa i secoli ed è segnata da eventi drammatici e straordinari. Custodita dal Seicento in una preziosa teca d’argento realizzata dal celebre artista e maestro argentiere Giovan Domenico Vinaccia — autore anche del paliotto dell’altare di San Gennaro a Napoli — l’opera è sopravvissuta sia a un terremoto, sia a un devastante incendio. Determinante, nella sua salvaguardia, fu anche l’impegno di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il quale durante il sisma si adoperò personalmente affinché il quadro venisse trasferito e messo in sicurezza.
UN GRANDE ONORE. Oggi – com’è stato esposto durante l’incontro in Cattedrale – l’Iconavetere si presenta fortemente danneggiata e richiede un lavoro lungo e minuzioso. A guidare il restauro è la dottoressa Oriana Sartiani, restauratrice prossima alla pensione, la quale ha dichiarato di considerare un grande onore concludere la propria carriera professionale lavorando su un’opera tanto importante.
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