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L'amara considerazione del testimone di giustizia Lazzaro D'Auria: “Chi denuncia il pizzo lasciato solo dalle associazioni agricole”

L'imprenditore in audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia

“Gli agricoltori cominciano a denunciare le richieste di pizzo da parte della mafia. Ci sono varie cause in corso. Credo che i presidenti delle associazioni agricole lo sappiano. Ma, in verità, quando si sono celebrati questi processi, io ci sono stato e non li ho visti in aula. A volte noto pure che questi agricoltori che hanno denunciato si sentono allontanati. Forse ci si dovrebbe interessare di più verso le famiglie che si espongono. Sarebbe bello che la Coldiretti, Confagricoltura, CIA si interessassero a queste persone che hanno avuto lo stomaco di denunciare. Io l'ho fatto e sto subendo di tutto e di più”.

LA TESTIMONIANZA. È amaro lo sfogo del testimone di giustizia Lazzaro D'Auria nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare Antimafia che si è tenuta ieri pomeriggio, 18 settembre. L'imprenditore agricolo che ha denunciato la mafia e da allora vive sotto il programma di protezione ha puntato il dito contro la solitudine, a suo dire, in cui viene lasciato chi ha il coraggio di esporsi e contrastare la criminalità organizzata. D'Auria si è rivolto direttamente a Mauro De Matteo, presidente di Coldiretti Foggia, Nicola Gatta, vicepresidente di Confagricoltura e Angelo Miano di CIA, anche loro ascoltati nella stessa riunione dalla commissione dedicata all'analisi della situazione nel mondo agricolo della Capitanata.

LO SFOGO. Le sue parole, pur se pronunciate serenamente, pesano come un macigno e chiamano in causa le associazioni di categoria agricole. “Non è detto che chi denunci abbia delle colpe”, ha aggiunto il testimone di giustizia. “E quando parlo di colpe intendo la cattiva immagine. Dovreste conoscere una piccola parte della mia storia. Dopo la mia denuncia le banche si sono sottratte a qualsiasi tipo di elargizione. È dovuta intervenire la prefettura. Le banche e le assicurazioni non hanno accettato la garanzia dello Stato. Alle associazioni agricole chiedo che siano più vicine alle famiglie di agricoltori che denunciano. Ho notato che poi si sentono sole”.

GLI 'AFFARI' DELLA MAFIA. Lazzaro D'Auria, in apertura d'intervento, ha consegnato alla commissione un report contenente i numeri del giro d'affari della mafia ai danni del mondo agricolo foggiano. Si tratta di vere e proprie tariffe applicate dalla criminalità organizzata per tutti i 510mila ettari coltivabili della Capitanata per un importo vertiginoso di 42milioni di euro. “Per stare tranquillo l'agricoltore deve pagare”, ha evidenziato D'Auria. “Ma pure ipotizzando che la metà si opponga e non paghi, si tratterebbe ugualmente di almeno 20 milioni di euro”.

di Michele Gramazio


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