MoVi racconto.../ Legalità in azione: le buone azioni che fanno la differenza
Si è svolto sabato 21 febbraio l’incontro, presso la parrocchia di san Michele, per celebrare Don Fausto Parisi, in occasione dell'ottavo anniversario dalla sua morte. All’appuntamento, organizzato dall'associazione di volontariato 'Don Fausto Parisi" (Rete MoVi Foggia), erano presenti diversi membri del Cda dell’associazione Buon Samaritano, di cui il primo presidente fu proprio Don Parisi. Ospite dell’incontro, moderato da Lelio Pagliara, il giornalista e scrittore Luca Pernice, per presentare il suo ultimo libro sulla mafia foggiana.
IL LIBRO.Parlatene! Mafia e Antimafia in Capitanata: questo è il titolo del libro scelto da Luca Pernice, riprendendo le celebri parole di Paolo Borsellino contro l’indifferenza. Lo scrittore si è sempre dimostrato interessato alla cronaca foggiana e lo dimostra anche il suo precedente libro sul caporalato. Il libro sviscera le vicende delle “Quarte Mafie” presenti sul territorio, denunciando l’omertà riscontrata dalla persona. Nel libro si denuncia l’evoluzione delle mafie moderne, non più violente, ma più radicate nel tessuto sociale e soprattutto tra i giovani. La prima città che diede una svolta contro il racket fu Vieste dove nacque la prima associazione antiracket. Questa iniziativa ha reso le persone più consapevoli dei fenomeni e più pronte ad intervenire e a dimostrazione di ciò sono stati i processi eseguiti dopo l’operazione antimafia “Medioevo”, in cui la presenza di cittadini era massiccia nelle aule dei tribunali, evidenziando quanto potere abbia la collettività. A conclusione del suo intervento Pernice ha ricondotto l’arretratezza del nostro territorio a una mafia asfissiante, nei tempi passati, che ha ostacolato il normale sviluppo di un territorio, ma riponendo comunque piena fiducia nei giovani che sapranno riprendere in mano il loro territorio, definendoli “germogli di antimafia”.
LE ASSOCIAZIONI. Dopo la presentazione del libro è stata ripercorsa la storia di Don Fausto Parisi, intrecciandola con la Fondazione Buon Samaritano, di cui è stato il primo presidente. L’attuale responsabile, Pippo Cavaliere, ha colto la palla al balzo per parlare di cos’è concretamente la Fondazione Buon Samaritano voluta da Don Fausto. L’associazione fu fondata per andare contro usura e racket e, infatti, l’associazione si costituisce parte civile nei processi contro gli usurai per aiutare le vittime e si rende garante nei confronti delle banche per fornire prestiti alle persone meno abbienti. Dopo questa breve ma efficace infarinatura, Rocco Di Stasio ha approfondito il tema dell’indebitarsi per via del gioco d’azzardo e, con molta fierezza, ha elogiato il passo in avanti dell’associazione, che da poco garantisce prestiti anche a queste persone. Ha denunciato, inoltre, la “moda” dei giovani che giocano sempre, con più frequenza, d’azzardo, in meccanismi chiaramente gestiti dalla mafia. A conclusione dei suoi interventi, ha fornito alcuni dati per far capire la gravità di questo fenomeno: nel 2024 i volumi di gioco in Italia ammontavano a 157 miliardi di euro, di cui in Puglia 12 miliari e nel capoluogo dauno ben 411 milioni, dati alquanto sconcertanti.
IL PRETE CON IL FAZZOLETTONE. A conclusione di tutto l’incontro ha parlato Franco Molinaro, un capo scout che ha vissuto questo percorso insieme a don Fausto Parisi, elogiandolo come persona, su quanto lui tenesse ai giovani e su quanto odiasse ogni genere di sopruso e della sua piena fiducia nei giovani e negli insegnamenti scout. Per l'archivio delle notizie della sezione MoVI racconto...clicca qui
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