Stampa questa pagina

Notte Europea dei Musei 2026, al Civico l’installazione partecipata di Sinuhe da Foggia

Il 23 maggio per la Notte Europea dei Musei, ispirata al tema ICOM “I musei uniscono un modo diviso”, il Museo Civico di Foggia diventa un vero punto di incontro, un luogo in cui la comunità foggiana si riconosce, si racconta, si ritrova. Da questa visione nasce Foggia CrossOver – Ponti di Memoria, un’installazione partecipata a cura del Museo e dell’artista foggiano Sinuhe da Foggia (Sergio Imperio): un dialogo inaspettato tra il nostro patrimonio antico e la creatività pop del Festival del Nerd, che animerà la città dal 22 al 24 maggio.

L’AZIONE PARTECIPATA. Durante la serata, i visitatori saranno invitati a contribuire alla costruzione di un corpo collettivo. Sarà predisposta una struttura aperta, un supporto vivo su cui affidare: Parole, confessioni, appunti, micro-narrazioni disegni,ritagli, memorie. Ogni intervento si aggiungerà al precedente, trasformando la struttura in un organismo in continua mutazione.  
Ponti di Memoria - si legge nella presentazione dell’evento - interpreta il tema ICOM: il museo che unisce non è quello che conserva tutto, ma quello che accoglie. Un museo che si lascia attraversare, modificare, mettere in discussione. Un museo che non teme la complessità. In questa prospettiva, il museo diventa un luogo dove la comunità si riconosce non perché è uguale, ma perché è plurale. ‘Ponti di Memoria’ è dunque un gesto collettivo: un archivio condiviso, costruito da chi sceglierà di esserci".

CROSSOVER.Un passaggio - prosegue la nota -  una soglia mobile, un momento in cui la memoria smette di essere archivio e diventa attraversamento: un luogo intermedio tra ciò che ricordiamo e ciò che non è ancora accaduto, tra materia e traccia, tra presenza e simulazione. L’installazione non ricostruisce un passato: lo immagina. Propone reperti che sembrano provenire da un tempo possibile, forse remoto, forse futuro.  Tracce che non appartengono a nessuna epoca e a tutte insieme, come se fossero emersi da una memoria collettiva che non abbiamo ancora vissuto. Sono testimonianze di un’umanità lontana, eppure riconoscibile: frammenti che ci guardano mentre li guardiamo. Lo spazio è instabile. Qui le tracce non sono più residui del passato, ma proiezioni sensibili del possibile. Non chiedono di essere interpretate: chiedono di essere ascoltate. Che cosa conserveremo di noi? Quali emozioni resteranno leggibili quando la velocità del presente avrà consumato le sue immagini? Quali forme sopravvivranno alla nostra stessa immaginazione? Crossover invita ad abitare l’intervallo: quel territorio fragile in cui la memoria smette di essere documentazione e diventa visione, dove il ricordo non è più un fatto ma un gesto, un atto di fiducia verso ciò che ancora non sappiamo nominare. ‘Crossover – immaginabile memoria’ è una memoria che si scopre mentre accade. Una traccia incompleta dell’immaginabile, un varco che si apre solo per chi accetta di attraversarlo”.

IL VUOTO. Durante la serata sarà possibile visitare liberamente i tre piani della collezione museale e la mostra temporanea nella Sala Diomede: “Il vuoto / The Void. Riflessioni sull’apparenza a discapito della sostanza”, nuovo progetto di Jack Poliseno.

di Sandro Simone


 COMMENTI
  •  reload