Omicidio in via Caracciolo, è mistero sul movente di chi ha ucciso Dino Carta: “Era una bravissima persona”
Dolore, turbamento, incredulità. Sono questi i sentimenti di familiari, amici e conoscenti di Dino Carta, l’istruttore di palestra 42enne ucciso nella tarda serata di ieri – 13 aprile – in via Caracciolo a pochi metri dalla chiesa San Giuseppe Artigiano.
MISTERO. Chiunque lo abbia conosciuto lo descrive come “una bravissima persona, professionale sul luogo di lavoro e cordiale nelle relazioni”. Dino Carta lascia due figlie di cui una nata da dieci mesi. Resta avvolto nel mistero il movente che ha indotto l’autore dell’omicidio a indirizzare verso di lui almeno tre colpi di pistola.
LE INDAGINI. I carabinieri intervenuti sul posto per ora non azzardano alcuna ipotesi. Intanto stanno acquisendo le immagini riprese da impianti di videosorveglianza nella zona: ve n’è uno, privato, che è di grande interesse per gli acquirenti perché potrebbe aver ripreso l’intera sequenza dell’agguato. Tra i reperti selezionati dalla scientifica vi è anche il caricatore della pistola che è stato perso proprio a pochi metri da dove è avvenuto l’omicidio. Sembra che chi ha sparato sia fuggito a piedi verso viale Mazzini, per questo motivo la Scientifica ha esteso le ricerche. E proprio su una panchina installata su quella via, all’incrocio con via Caracciolo sono stati ritrovati dei guanti. Occorrerà comprendere se si trovassero lì per altri motivi già in precedenza o siano legati all’omidicio.
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