Perulli (CISL FP): “Forte ritardo del Comune sul PIAO ricade su lavoratori e cittadini”
Con una nota inviata alla stampa la CISL FP di Foggia esprime forte preoccupazione per il perdurare del ritardo nell’approvazione del
PIAO – Piano Integrato di Attività e Organizzazione del Comune di Foggia e per le conseguenze che
tale situazione rischia di determinare sul regolare funzionamento dell’Amministrazione,
sull’organizzazione degli uffici e, soprattutto, sul personale comunale.
STRUMENTO FONDAMENTALE. “Il PIAO - si legge nella nota - non è un mero adempimento burocratico, ma uno strumento fondamentale di
programmazione dell’Ente, nel quale confluiscono aspetti essenziali riguardanti l’organizzazione, il
fabbisogno di personale, la programmazione delle risorse umane, la performance e gli obiettivi
dell’Amministrazione.
PERULLI. “Siamo di fronte a un ritardo che non può essere considerato fisiologico né affrontato con
superficialità – dichiara Marcello Perulli, segretario della CISL FP di Foggia – perché dietro gli atti
amministrativi ci sono lavoratori, servizi pubblici e cittadini che hanno diritto a un’Amministrazione
efficiente e puntuale”.
CONSEGUENZE SU DIPENDENTI. "Particolarmente preoccupante è la ricaduta che il ritardo nella programmazione può avere sul
sistema della performance del personale, con il rischio di determinare ulteriori ritardi anche nelle
procedure necessarie alla liquidazione delle somme relative alla performance 2025 a tutto il
personale interessato. Per la CISL FP, non è accettabile che le conseguenze di ritardi nella programmazione e nell'adozione
degli atti dell'Amministrazione finiscano per ricadere sui dipendenti, che quotidianamente - concludono dalla CISL FP - garantiscono il funzionamento dei servizi comunali nonostante carichi di lavoro e difficoltà
organizzative".
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell'autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poichè è "impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori". Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile.Riproduzione Riservata.