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Il cuore oltre gli ostacoli, il Foggia ai rigori affonda il Pescara e si regala la finale playoff. Esplode la festa in città

Mai mollare. Una lezione. Per tutti. Per chi non ci credeva, per una città che spesso si perde nei suoi problemi. Il Foggia è in finale, dopo una gara infinita a Pescara conclusasi ai rigori. Prima il pari di Rizzo al 97’ che riacciuffa il Pescara, poi la zuccata di Markic che ha ripreso nuovamente i “Delfini” nei supplementari, infine il gol decisivo di Rutjens ad oltranza nei rigori. Ha vinto la squadra che ci ha creduto di più, meritatamente visti i 180 minuti, ma soprattutto che non ha mai mollato. E la festa a Foggia esplode.

FORMAZIONI. Delio Rossi schiera Di Pasquale, Leo e Rizzo davanti a Dalmasso, ritrova Frigerio a centrocampo con Petermann in cabina di regia e Schenetti interno mentre Costa e Bjarkason giocano esterni; in avanti, confermati Peralta e Ogunseye. Zeman conferma il 4-3-3 con D'Aniello tra i pali, Cancellotti, Brosco, Boben e Gozzi in linea difensiva; Rafia, Aloi e Kraja formano il terzetto di centrocampo, mentre in avanti Delle Monache viene lasciato fuori a vantaggio di Merola, Lescano e Cuppone.

FOGGIA VIVO. L’avvio dei rossoneri è da shock: al 2’ Rafia trova Cuppone in area e di testa batte Dalmasso. Il Foggia però reagisce: al 9’ Bjarkason viene imbeccato bene da Costa ma conclude male a due passi da D’Aniello, poco dopo è Ogunseye di testa a sfiorare il palo ancora su cross di Costa. Il Foggia è vivo e i pericoli vengono soprattutto dalla sinistra: è ancora da lì che arriva la palla giusta a Bjarkason, che però angola troppo e spara a lato da buona posizione. Al 25’, invece, ci vuole un guizzo di D’Aniello per evitare guai grossi su un tiro velenoso di Petermann. Il Pescara arretra e subisce il Foggia, che è stabilmente nella metà campo abruzzese e si rende ancora pericoloso con Frigerio che trova la difesa avversaria sulla strada della sua conclusione. Gli uomini di Zeman si fanno vedere nel finale di primo tempo con Kraja, che trova Dalmasso a deviare il suo colpo di testa, e più pericoloso è Brosco che colpisce la traversa sugli sviluppi del corner. Al 41’, ancora il portiere rossonero deve impegnarsi per dire no a una conclusione ravvicinata di Lescano, scappato sul filo del fuorigioco.

RIZZO GOL. Nella ripresa Vacca rileva Petermann, e Frigerio ha subito l’occasione del pari ma D’Aniello devìa il tentativo di Frigerio a due passi, poi sul corner successivo blocca il suo colpo di testa. Il Pescara prova a sfruttare le ripartenze ma corre spesso a vuoto e il Foggia si rende ancora pericoloso con Garattoni – entrato al posto dell’infortunato Bjarkason - che al 65’ sciupa tutto con un pallonetto su D’Aniello in uscita. Zeman corre ai ripari: fuori Lescano per Vergani, Kraja per Mora e Cuppone per Delle Monache. Il Pescara raddoppierebbe ma la beffa viene evitata dal fuorigioco, che annulla la rete di Merola. Gli ingressi danno nuova linfa alle manovre biancoazzurre, e Rossi decide di giocarsi anche la carta Iacoponi per Costa. Il Foggia torna a spingere e al 77’ reclama per un contatto tra Garattoni e Boben, che fa gridare al rigore i Foggiani. Zeman toglie anche Merola, che fa posto a Desogus. Entra anche Markic per Frigerio e il Foggia si getta in avanti con il cuore e al 96’ trova il pari: Ogunseye trova la sponda giusta per Rizzo che ha la zampata giusta per il pari che vale i supplementari.

BATTICUORE. Il Pescara parte subito forte: Rafia pesca Desogus che viene dimenticato in area da solo e batte ancora Dalmasso. Gli abruzzesi viaggiano ora sulle ali dell’entusiasmo e sfiorano il 3-1 con Delle Monache che prova il tiro a giro ma manda a lato. Rossi si gioca anche le carte Odjer (al posto di Schenetti) e Rutjens (per Di Pasquale). I rossoneri non si arrendono e al 114’ Markic fa 2-2 di testa su calcio d’angolo. Si va ai rigori, una sofferenza infinita. Nel Foggia segnano Markic, Peralta e Vacca, nel Pescara Mora, Rafia e Vergani. Ad oltranza, Rutjens segna, Desogus no: esplode la festa rossonera. E’ finale. A Foggia la festa è appena iniziata. A Pescara, il cielo è rossonero.

di Saracino Nicola


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