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Piazza Sant'Eligio, cerimonia di benedizione delle nuove panchine

Angiola: "La propaganda a Foggia non conosce limiti"

Alle 20 di questa sera, 22 luglio, si svolgerà la cerimonia di benedizione delle nuove panchine in piazza Sant’Eligio alla presenza della sindaca Maria Aida Episcopo.

LE PANCHINE. Com'è noto, le panchine sono state installate lo scorso 6 luglio e rientrano nell'opera di riqualificazione della piazza, già al centro di numerose polemiche, prima per il taglio degli alberi e, poi, per l'affidamento in via diretta dell’installazione delle panchine all’impresa Servitalia, nata pochi mesi prima e di altro settore, tra i cui amministratori figurava la sorella della vicesindaca Lucia Aprile. Il caso sollevato da Foggia Città Aperta portò al ritiro in autotutela del provvedimento. Nel maggio 2026, poi, la determina con l'affidamento all’impresa Loconsole Pva, con sede a Bari, per un importo di poco inferiore ai 28mila euro.

LA POLEMICA. E la cerimonia di questa sera provoca irritazione nel consigliere di opposizione, Nunzio Angiola, secondo il quale "siamo ormai all’apoteosi della propaganda. Non si inaugura una piscina, una scuola, un’infrastruttura strategica o un servizio innovativo. Si celebra la collocazione di alcune panchine che avrebbero dovuto essere installate fin dal giorno dell’inaugurazione della piazza. Un ritardo di circa un anno, denunciato da cittadini e opposizione, viene oggi trasformato in un’occasione di autocelebrazione. È questo il paradigma dell’Amministrazione Episcopo: trasformare ogni ordinario adempimento in un evento mediatico". Per Angiola, "da tre anni assistiamo a una sequenza infinita di annunci, conferenze stampa, presentazioni, pose della prima pietra, inaugurazioni parziali, tagli del nastro e celebrazioni di ogni genere. Oggi si arriva persino alla benedizione delle panchine. Una politica ossessionata dall’immagine e incapace di distinguere ciò che è straordinario da ciò che rappresenta la normale amministrazione. Questa Amministrazione sembra aver sostituito il governo della città con il governo della comunicazione. L’obiettivo non è risolvere i problemi, ma costruire l’evento. Non amministrare, ma apparire. Non ottenere risultati, ma produrre fotografie e comunicati. Le panchine - conclude Angiola - non sono una conquista politica. Sono il minimo indispensabile in una piazza pubblica. Se vengono installate con un anno e mezzo di ritardo, c’è poco da celebrare e molto su cui riflettere. L’impressione è che, pur di alimentare la macchina della propaganda, ogni occasione diventi buona per organizzare una passerella istituzionale. Domani, di questo passo, si potrà convocare la stampa per inaugurare un cestino portarifiuti, benedire un’aiuola o celebrare la sostituzione di una lampadina".

di Redazione 


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