Piscina comunale di Via Mazzei, D!Vento e Comunità Politica: “Ora un dialogo su come farla funzionare”
Nei giorni scorsi Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo insieme agli assessori del ramo ha fatto un sopralluogo nel cantiere nel cantiere per la piscina comunale di Via Mazzei. “Sono stati sbloccati – ha dichiarato nell'occasione la prima cittadina – i lavori di un cantiere impossibile”. Oggi è arrivata una risposta dall'associazione D!Vento, che insieme a Comunità Politica per Foggia ha realizzato un
monitoraggio civico degli appalti relativi alla Piscina Comunale di Via Mazzei, nell’ambito del
progetto europeo iMonitor.
IL MONITORAGGIO. “Lo scorso 10 marzo - scrivono da D!Vento - insieme anche al blog Lettere Meridiane,
abbiamo consegnato alla città ed alla giunta i risultati del nostro monitoraggio quando, ad un anno dalla conclusione di questo, i lavori erano per la seconda volta interrotti. Dal nostro lungo e
dettagliato monitoraggio, da un confronto tanto sollecitato quanto tardivo con il RUP Suriano, dal
franco dialogo con l’Assessore Galasso nella nostra iniziativa pubblica di marzo, abbiamo avuto
modo di constatare due cose:
- La piscina di Via Mazzei è un opera pubblica che tra
concepimento, progettazione e realizzazione rappresenta tristemente bene l’incapacità storica del
nostro territorio di avere una visione chiara, fare squadra e mettere le competenze tecniche,
amministrative e politiche al servizio dei cittadini.
- l’attuale amministrazione ha fatto e sta
facendo grandi sforzi per non abbandonare quest’opera al destino di ennesimo cantiere
incompiuto, ma fatica a coinvolgere ed aggiornare la cittadinanza e soprattutto a chiamare la città
all’appello per partecipare le scelte sulla futura destinazione d’uso”.
L'APPELLO AL DIALOGO. “Chiediamo a tutti, maggioranza
ed opposizione, ma anche agli altri attori (direttore dei lavori, ditta appaltatrice, tecnostruttura
comunale) di favorire un processo nuovo di dialogo con la città per conoscere in modo trasparente
i tempi di consegna dell’opera e trovare una realistica ed efficace destinazione di uso della piscina,
prima di qualunque taglio del nastro. Le opere pubbliche servono se c’è intorno una cittadinanza
che partecipa, ne immagina l’uso e la condivisione. Senza il metodico coinvolgimento degli attori
sociali – conclude l'associazione - le cattedrali nel deserto restano tali, anche quando si portano a compimento con le migliori
intenzioni e grande sforzo”.
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