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Omicidi ed estorsioni, situazione sempre grave ma Silvis intravede segnali positivi: “Si sta rompendo il velo di omertà”.

Il bilancio di fine anno del questore di Foggia

Questura Foggia

E' un bilancio con luci e ombre quello reso dalla polizia al termine dell'anno sulla situazione del crimine in provincia. Scende infatti il numero totale dei reati commessi nel 2015 (26.619 rispetto ai 27.298) ma – precisa il questore: “la situazione resta grave e occorre non abbassare la guardia nei confronti della criminalità organizzata come mostrano, invece, i numeri in aumento relativi ai reati più gravi”. Nonostante questo Piernicola Silvis intravede piccoli segnali di cambiamento: “La gente ha meno paura di denunciare e credo si stia rompendo il velo dell'omertà”.

NUMERO OMICIDI. Omicidi ed estorsioni continuano a preoccupare le forze dell'ordine. È ancora elevato, per esempio, il dato relativo al numero degli assassini - tredici nel corso dell'anno, invariato rispetto al 2014: l'ultimo dei quali avvenuto proprio in città ai danni di Luigi De Stefano soprannominato “Sciaraball”. Aumenta quello dei tentati omicidi, passati dai 28 dell'anno scorso ai 32 attuali come quello ai danni del pregiudicato Vito Lanza, elemento di spicco dell'omonimo clan i cui presunti colpevoli, Luigi Biscotti e Ciro Spinelli sono stati arrestati poco tempo dopo.

LE ESTORSIONI. Stesso discorso vale per le estorsioni. Gran parte delle riflessioni del questore sono dedicate proprio a questo fenomeno. “Fermarsi al dato numerico rischierebbe di indurci in errore – mette in guardia Silvis. Scende infatti il numero totale di denunce (da 159 del 2014 a 137) ma aumentano tutti i cosiddetti reati-spia come incendi, bombe, danneggiamenti (+10%).”. Una situazione – continua il questore - “difficile da estirpare anche a causa di una sottocultura purtroppo radicata in provincia che spinge a non denunciare”.

INVERSIONE DI TENDENZA. Eppure il capo della polizia foggiana negli ultimi tempi ha colto un'inversione di tendenza. Le sue dichiarazioni successive all'episodio dinamitardo ai danni del negozio “Inglese” su corso Giannone – “denunciare i commercianti che accettano di pagare il pizzo” - avevano suscitato reazioni contrastanti. “Ma – coglie l'occasione per chiarire il suo pensiero – si trattava di una provocazione, fatta anche a costo di ricevere critiche. Credo a conti fatti che il mio invito abbia colto nel segno. Dopo quell'episodio e soprattutto in seguito all'incontro molto partecipato sul tema della legalità con l'associazione antiracket le cose stanno cambiando. Stiamo notando un aumento del numero delle telefonate e sempre più persone si recano in questura per denunciare”.

IL RAPPORTO CON I CITTADINI. Un mutamento che però non si registra nel rapporto con i cittadini: “Spesso – commenta il questore – si continua a ironizzare sulle forze di polizia e a scaricare su di noi inefficienze altrui. Del resto la cronaca parla dei reati consumati ma non di quelli – e sono tanti – che riusciamo a prevenire. In generale – si duole Silvis – noto una certa facilità a mettere in cattiva luce le forze dell'ordine come se fossimo noi a piazzare bombe e a fare rapine. In alcuni casi poi i commenti sono volutamente perfidi. Ecco – l'auspicio finale per il nuovo anno - spero di aumentare l'empatia con la città perché solo collaborando si possono ottenere risultati”.

di Michele Gramazio


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