"Racconti in cammino": fede e memoria in mostra al festival Mònde
Esposizione di foto legate alla transumanza a cura del FotoCineClub
Un appuntamento che unisce fotografia, memoria, spiritualità e racconto del territorio attraverso gli sguardi e le sensibilità artistiche di Alfredo Ingino, Edmondo Di Loreto e Nicola Ritrovato, soci del FotoCineClub Foggia. A Palazzo Dogana è allestita la mostra fotografica “Racconti in
cammino tra fede e tradizione”, inserita nel programma di Mònde – Festa del
Cinema sui Cammini. Numerose le persone presenti all’inaugurazione ospitata negli spazi della Galleria di
Palazzo Dogana, cornice suggestiva e particolarmente adatta a un percorso espositivo
dedicato ai percorsi della fede, della transumanza e della ricerca interiore.
IL TEMA DEL CAMMINO. Ad aprire gli interventi è stato Nicola Loviento, presidente del FotoCineClub Foggia,
che ha salutato il pubblico esprimendo orgoglio per la partecipazione del circolo
fotografico alla manifestazione dedicata ai cammini. Loviento ha ringraziato Luciano
Toriello, Gianni Di Bari e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione
dell’evento, sottolineando la coerenza del lavoro presentato rispetto al tema proposto
dal festival.
Alfredo Ingino ha raccontato come la mostra collettiva nasca dall’idea di affrontare
il tema del cammino attraverso tre prospettive differenti ma complementari: il
percorso della transumanza, quello della devozione tra territori diversi e il cammino
interno alla città seguendo il Santo Patrono. Tre visioni che, secondo l’autore,
rappresentano simbolicamente il movimento continuo che attraversa il Paese e la sua
identità culturale.
PERCORSO NON SOLO FISICO. Nicola Ritrovato ha invece descritto il proprio progetto come un lavoro rimasto a
lungo in attesa del momento e del contesto giusto per essere presentato.
L’incontro con Mònde ha rappresentato, nelle sue parole, l’occasione ideale per
esporre un percorso non solo fisico ma soprattutto interiore. Il fotografo ha
sottolineato la difficoltà del raccontare le persone incontrate lungo il percorso,
definendo il suo lavoro più una testimonianza che una semplice documentazione
fotografica.
LA TRADIZIONE LOCALE. Edmondo Di Loreto ha posto l’accento sul valore della memoria e sulla pluralità di
significati del concetto di percorso. Il suo intervento ha evidenziato come le tre
mostre siano autonome ma unite da un filo comune legato allo spostamento, al vivere
e al muoversi tra territori, tradizioni e dimensione interiore. Particolare attenzione è
stata dedicata ai percorsi storici della tradizione locale, come i tratturi e i cammini di
fede.
IL FESTIVAL. Il regista Luciano Toriello, direttore artistico del festival, ha chiuso gli inteventi
ricordando la nascita di Mònde e il legame profondo con il tema dei percorsi:
«Tutto nasce nove anni fa, a Monte Sant'Angelo, quando abbiamo capito di avere
qualcosa di davvero speciale da raccontare attraverso il cinema: il mondo dei
cammini».
Il direttore artistico ha quindi ripercorso l’identità di Mònde come progetto cresciuto
attorno all’idea del viaggio e del cammino come chiave narrativa e culturale, capace
di intrecciare cinema, territorio e forme diverse di racconto del reale.
Ha sottolineato il carattere sempre più internazionale del festival: «Come sapete,
quest’anno siamo giunti alla nona edizione di Mònde, un’edizione particolare che si
apre sempre di più a una dimensione internazionale. In questi giorni avete letto dei
tanti ospiti provenienti dall’estero, come Kevin Spacey, Matthew Modine e Terry
Gilliam, che animeranno le strade della nostra città».
IL DIALOGO. Un’edizione dunque che rafforza il dialogo con artisti e pubblico internazionali,
ampliando il respiro della manifestazione.
Il regista ha poi richiamato il significato dei simboli del pellegrinaggio, come il
pennacchio e la conchiglia, segni tradizionali dei viandanti lungo le vie spirituali
europee, e ha riflettuto sul valore della memoria custodita negli archivi fotografici
familiari come patrimonio identitario. Infine ha evidenziato come l’idea di viaggio
non sia soltanto religiosa, ma anche ricerca personale e interiore, spesso legata a
momenti di cambiamento o frattura nella vita delle persone.
LE INFORMAZIONI. La mostra resterà visitabile fino al 5 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e
dalle 15 alle 19. (Cinzia Rizzetti)
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