Rogo di Peschici, il magistrato ha aperto un fascicolo per incendio boschivo
Un fascicolo d'inchiesta, al momento a carico di ignoti, è stato aperto dalla procura di Foggia in merito all'incendio che ha devastato il territorio di Peschici sul Gargano divampato domenica scorsa.
LE INDAGINI. Al momento il reato ipotizzato è incendio boschivo e le indagini sono svolte dal reparto carabinieri del Parco Nazionale del Gargano guidato dal tenente colonnello Giuliano Palomba insieme al gruppo carabinieri forestali Foggia. Secondo quanto riferito dall'ANSA i carabinieri avrebbero già effettuato sequestri, ascoltato oltre una trentina di persone ed effettuato rilievi per risalire all'origine, alla dinamica e alle cause del rogo attraverso segni lasciati dal fuoco sulla vegetazione e sull'ambiente. Il metodo Mef - come spiegato dal tenente colonnello Palomba - "serve a rilevare tracce che il fuoco ha lasciato sul territorio e che potrebbero rivelarsi utili alle indagini".
I DANNI. L'incendio ha provocato la distruzione di oltre 150 ettari di vegetazione, tra macchia mediterranea e pini d'Aleppo, enormi disagi a turisti e bagnanti allontanati dalle strutture, senza danni a persone o cose. A quanto viene riferito sarebbero già state elevate diverse sanzioni amministrative nei confronti dei proprietari dei terreni che non hanno messo in pratica le prescrizioni previste dalla normativa regionale in relazione alla messa in sicurezza. Tutte le ipotesi investigative sono al vaglio dei carabinieri forestali, compresa quella di una possibile accensione di fuochi d'artificio, come sembrerebbe riferito da alcuni testimoni, nella zona dell'incendio.
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