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San Paolo di Civitate, il Comune “diffidato” sul via libera alla centrale a biometano

“Criticità procedurali e ambientali”

“Vizi di procedura nel rilascio della concessione per la costruzione dell’impianto di biometano”. È quanto sollevato, con tanto di parere legale a supporto, dalla minoranza comunale lo scorso dicembre, a proposito del “via libera” all’installazione di una centrale a biometano nella cittadina dell’alta daunia.

LA DIFFIDA. Un’opposizione ignorata dalla maggioranza, cui è seguita l’azione legale intrapresa proprio di recente dal gruppo locale di Medicina Democratica (onlus composta da medici, ricercatori e tecnici che opera su sanità e prevenzione) la quale, insieme ad alcuni cittadini, ha inviato una formale diffida alla Provincia di Foggia-Settore Ambiente, al Comune di San Paolo e alle due ditte coinvolte, Tozzi Spa e Biometano San Paolo Srl. “L’autorizzazione – si legge nella diffida – è stata rilasciata prima dalla Provincia di Foggia con determinazione n°743 del 28/4/2025 e successivamente dal Comune di San Paolo di Civitate con la delibera del 18/7/2025”.

PROCEDURA SNELLA. Al centro della questione ci sarebbe l’utilizzo, da parte del Comune, della così denominata “Procedura Abilitativa Semplificata” in merito “al progetto per la costruzione e l'esercizio di un impianto per la produzione di biometano con capacità produttiva netta di 380 Smc/h, sito nel Comune di San Paolo di Civitate”, da parte della suddetta Tozzi Green. Una procedura snella che, in caso di capacità produttive ridotte, consentirebbe ai Comuni di bypassare i controlli e le autorizzazioni del caso, soprattutto quella sulla Valutazione di Impatto Ambientale.

LE PROCEDURE. “Le opere di progetto – scrivono dal Comune – classificabili come nuovo impianto di produzione di biometano, ottenuto dalla digestione anaerobica di sottoprodotti/prodotti di origine agricola, di potenza fino a 500 Smc/h, non rientrano nella casistica di progetti per i quali sia necessario attivare le procedure di screening ambientale”. Una considerazione che Medicina Democratica considera errata, tanto da chiedere una immediata correzione “per non incorrere in responsabilità non solo amministrative, ma anche penali e contabili”.

PRODUZIONE DI BIOGAS. A sostegno della diffida, pertanto, alcuni rilievi tecnici, soprattutto quello riguardante il calcolo della produzione di biogas che, al contrario di quanto affermato dal Comune allo scopo di ottenere la procedura semplificata, supererebbe i livelli consentiti, tanto da determinare la richiesta di una Valutazione di Impatto Ambientale alla Regione Puglia. Nello specifico, i tecnici fanno notare che “a fronte di una produzione di biometano pari a 4.141.016 Smc/anno e un’attività continua su 365 giorni (8.760 ore/anno), si ottiene una produzione oraria di biometano pari a 473 Smc/h, superiore ai 380 Smc/h dichiarati e molto prossima alla soglia di 500 Smc/h”.

DOVEROSA. La Valutazione di Impatto Ambientale “sarebbe – si legge ancora nella diffida – anche doverosa in ragione degli impatti ambientali comunque attesi dall’esercizio dell’attività prevista, soprattutto sotto il profilo delle emissioni in atmosfera – anche climalteranti, circostanza di particolare rilievo considerata la finalità dell’impianto”. Si rileva, inoltre, anche la non idoneità della viabilità circostante e, infine, la non conformità dell’opera al Piano Regolatore Generale (secondo il parere di due studi legali consultati).

REVOCA DEI PROVVEDIMENTI. Alla luce di queste considerazione, dunque, Medicina Democratica, con il sostegno di alcuni cittadini, chiede la “revoca in autotutela dei pareri e dei provvedimenti emessi: le decisioni assunte oggi avranno effetti duraturi sul territorio e sulle future generazioni. Per questo è necessario garantire trasparenza e piena chiarezza”.

di Redazione 


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