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A San Paolo di Civitate, “Riscopriamo una memoria di pace”: dialogo sulla Palestina

Ospite la giornalista Alba Nabulsi

Venerdì 16 febbraio le parrocchie di San Paolo di Civitate con il patrocinio del Comune daunio proporranno alla cittadinanza un incontro-dibattito dal tema “Riscopriamo una memoria di pace”. L’incontro avrà luogo alle ore 19.30, al Salone “Don Camillo” della parrocchia Sant’Antonio di San Paolo.

GLI OSPITI DELL’EVENTO. Al dialogo interverranno Alba Nabulsi, giornalista italo-palestinese fondatrice del collettivo Zaituna, che si occupa di creare consapevolezza attorno alla Palestina attraverso cultura, musica, arte e gastronomia, e il Vescovo emerito di Altamura-Gravina nonché presidente di Pax Christi nazionale, mons. Giovanni Ricchiuti. Coordinerà il dialogo, il docente Giuseppe La Porta del Coordinamento Capitanata per la Pace.

I TEMI. Il dialogo affronterà i temi della giustizia, della nonviolenza e della pace che in questo contesto storico sono di grande attualità visti i conflitti in corso. L’esigenza di programmare un momento di confronto è data dall’esigenza di riflettere se sia giusto che lo strumento della guerra sia l’unica strada politica con cui risolvere conflitti tra stati ed etnie. “Drammaticamente – si legge nel comunicato – ci stiamo rendendo conto che tale strumento invece crea solo morte e povertà nelle popolazioni, principalmente soffrono gli indifesi come donne e bambini”.

LA GUERRA GIUSTA. “La cultura – continua – della ‘Guerra giusta’ non può essere l’unico strumento per ristabilire un ordine e creare stabilità. La storia recente ci insegna che la violenza chiama altra violenza e i problemi restano tragicamente irrisolti covando così odio che primo o poi esploderà con atti di brutalità umana. Allora bisogna riscoprire una memoria di pace che con mezzi e strategie nonviolente ricostruisce comunità, società e nazioni giuste ed eque”. Il dialogo tra una giornalista che tocca con mano la storia umana e un vescovo che è testimone della possibile profezia della nonviolenza per riflettere su come si può diventare, anche oggi, operatore ed operatrice di pace.

di Redazione 


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