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Sgombero di via Salomone, un’affittuaria sbotta contro la Sindaca: “Aveva detto che ci avrebbe aiutato, ci ha preso in giro”

La protesta di una madre, tra le famiglie sfollate

Corre sui social la protesta di un’affittuaria della palazzina sgomberata di via Salomone, a Foggia, che nel suo video di denuncia si rivolge direttamente alla sindaca Maria Aida Episcopo: “aveva detto che se ne sarebbe occupata personalmente, ma mi ha solo preso in giro”.

IN MEZZO ALLA STRADA. I fatti in questione risalgono esattamente al 2 aprile scorso quando, a seguito delle precedenti e forti piogge, si sono aperte delle crepe preoccupanti nei soffitti di alcuni appartamenti di via Salomone – certi affacciano anche su via Parisi. “La mia casa – ha spiegato l’inquilina, la signora Giusy Uva – è risultata quella più danneggiata, perché l’arco portante si è praticamente aperto. Sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia municipale e i tecnici comunali che, nel giro di poche ore, per motivi di sicurezza hanno sgomberato la palazzina. Ci siamo ritrovati fuori, in mezzo alla strada, senza ricevere alcun aiuto o indicazione”.

I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA. Tre persone, dunque, senza un tetto sulla testa. Madre, padre e figlia di undici anni, quest’ultima inoltre operata di recente a un piede e con problemi di deambulazione legati alla riabilitazione. “La sindaca – racconta la donna – ha immediatamente emesso un’ordinanza mirata, dando ai proprietari degli appartamenti un mese di tempo per avviare i lavori che, a quanto ci dissero, sarebbero durati circa otto o nove mesi. Ad oggi però, tra preventivi e ulteriori verifiche tecniche, non è partito ancora nulla”.

MAI CHIESTO ALLOGGIO GRATUITO. Superate le prime settimane, verso metà aprile, preoccupate per l’immobilismo della situazione, tre delle famiglie coinvolte nello sgombero di via Salomone avrebbero pensato bene di rivolgersi direttamente alla sindaca Episcopo, raggiungendola a Palazzo di Città. “Personalmente parlando – ha raccontato la signora Uva – alla Sindaca non ho chiesto nessun alloggio gratuito, né di scavalcare qualcuno nelle graduatorie popolari: sono sempre stata disposta a pagare l’affitto”.

SI SAREBBE OCCUPATA PERSONALMENTE DEL PROBLEMA. “Purtroppo però – continua – tutte le agenzie immobiliari alle quali ci siamo rivolte hanno sempre chiesto come garanzia un contratto a tempo indeterminato oppure tre mesi di affitto anticipati: due cose che in questo momento non possiamo garantire. Dopo aver spiegato la situazione, vista la gravità - aggiunge la signora Uva, nella sua versione dei fatti - la sindaca Episcopo mi ha detto che si sarebbe occupata personalmente del problema, facendo da garante con le agenzie”.

DOVE ANDREMO A VIVERE. Ad oggi però, nulla si è mosso. Da qui, pertanto, lo sfogo sui propri canali social dell’affittuaria della palazzina sgomberata: “Grazie a un’azione di solidarietà, da alcuni giorni ci siamo trasferiti in un b&b della città, dove possiamo restare fino al prossimo 28 maggio. E dopo? Dove andremo a vivere? Purtroppo, non possiamo permetterci di restare qui altri giorni, non è nelle nostre possibilità… Dalla Sindaca, dopo quell’incontro che ha avuto luogo al Comune, non abbiamo ricevuto alcun sostegno, nessun contatto, niente di niente: mi sono sentita presa in giro”.

di Redazione 


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