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Da tragedia a farsa social:l'avvocato attacca la Procura, l'Anm lo bacchetta e lui cancella il post

La tragedia si trasforma, per qualche ora, in farsa. La vicenda dell'elicottero precipitato diventa un triste teatrino nel mondo della giustizia.

IL POST. Tutto parte dal polemico post dell'avvocato Mario Aiezza. Commentando un articolo di FoggiaToday sulla conferenza stampa riguardante l'inchiesta per l'incidente, il presidente Aiga aveva scritto: "Dinanzi a tragedie di questo genere evitate chiacchiere. Le ho vissute sulla mia pelle. Una procura chiacchierona. Prima di rilasciare dichiarazioni pensate al dolore delle persone, delle famiglie. Pensate che lì ci potevano essre i Vostri figli. Date risposte concrete. Date fiducia ad una Città che di Voi, giustamnente, non si fida". Il richiamo personale è alla vicenda della povera Camilla Di Pumpo, la 25enne rimasta coinvolta in un terribile incidente stradale in via Matteotti.

LA REPLICA. Al post sui social c'è la replica dell'Anm, con una nota ufficiale inviata alla stampa. "L'associazione nazionale magistrati - sezione di Bari e sottosezione di Foggia - esprime solidarietà ai magistrati della Procura di Foggia in relazione ai commenti pubblicati dall'avvocato Mario Aiezza, sul social network Facebook, a seguito del tragico incidente aereo che è costato la vita a sette persone che viaggiavano su un elicottero diretto al capoluogo dauno dalle Isole Tremiti”.

LE SCUSE. A questo punto, lo sfogo social di Aiezza, giustificabile emotivamente ma inopportuno professionalmente, viene ingigantito a dismisura dalla reazione dell'Anm. E l'avvocato foggiano torna sui suoi passi, chiedendo scusa dopo aver intanto già provveduto all'eliminazione del post.

FARNE TESORO. Si chiude così il sipario su un triste teatrino di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Si potrebbe però fare tesoro di quanto avvenuto, magari proponendo un incontro pubblico serio (e non uno di quei corsi di formazione in cui ci si parla addosso, tipici di tutte le categorie professionali), per discutere concretamente di opinione pubblica, giustizia e rapporto con i social, magari indicando anche ulteriori linee guida da seguire oltre a quelle già esistenti e dettate da etica e deontologia. 

di Redazione 


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