Sul filo delle Emozioni tra i migranti accolti nel SAI e gli scout Agesci del Manfredonia 1
Rover e scolte del clan/fuoco condividono il percorso con i beneficiari del progetto di Medtraining
Tutto si gioca sul filo delle Emozioni, nella condivisione e nello scambio degli stati d’animo che prova ciascuno di noi. Gioia, felicità, tristezza, speranza. Sono queste alcune delle Emozioni al centro del percorso immaginato da rover e scolte del clan/fuoco del gruppo Agesci Manfredonia 1 che proprio in previsione di questo cammino, hanno vissuto a Casa dei Diritti di Siponto un primo momento di incontro con beneficiari e beneficiarie del progetto SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining. È stato soprattutto un momento di presentazione e conoscenza, dove gli scout hanno spiegato qual è la finalità della loro iniziativa, che cos’è l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani, le attività di servizio che svolgono. A partire da dopo Pasqua, quindi, ogni martedì pomeriggio attraverso il metodo scout, rover e scolte coinvolgeranno beneficiari e beneficiarie nel ciclo di incontri sulle Emozioni. Lo faranno con giochi, attività, momenti di condivisione.
CRESCITA INSIEME. Una bella occasione per le ragazze e i ragazzi dai 17 ai 21 anni che grazie all'esperienza dello scoutismo camminano sui passi della responsabilità, del servizio, dell'autonomia. Ed anche per gli accolti del progetto SAI. Arrivano da Ucraina, Perù, Pakistan, Bangladesh, Tunisia, Gambia, Burkina Faso. Una babele di storie, voci, volti che a Casa dei Diritti vivranno momenti di socializzazione, confronto, riflessione. «I ragazzi avevano deciso di affrontare il tema dell’accoglienza già durante l’inverno e adesso vogliono proseguirlo nella loro comunità, anche perché non conoscono queste realtà. Diventa così un’occasione per stimolare il gruppo e avvicinarlo su questi argomenti per aiutare i nostri giovani a crescere e ad aprire gli occhi sul mondo» spiega Manuela Di Padova, capo fuoco del clan Manfredonia 1. «Divisi in gruppi, per rendere più facile il coinvolgimento di tutti, faremo attività pratiche e giochi e sicuramente da questa esperienza impareremo tanto sia noi sia i beneficiari del progetto».
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