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Al via "La città che vorrei", l'evento che vuole trasformare il centro storico di Foggia. E se via Arpi fosse sempre pedonale? LE INTERVISTE

Spettacoli, conferenze, giochi, performance teatrali e street food. Il centro storico di Foggia si colora da oggi fino al 26 maggio degli eventi di “La città che vorrei”, promossa dall' ateneo dauno in collaborazione con il Comune di Foggia e la partecipazione dell'Arcidiocesi Foggia-Bovino, del Conservatorio, dell'Accademia di Belle Arti e di numerosi Enti, Istituzioni e Associazioni del Territorio. A colorare la cerimonia di inaugurazione, stamane al Dipartimento di Studi Umanistici in via Arpi, le installazioni artistiche "Metafore della riflessione" e "ESSEREFORMAPENSIERO" dell'artista Pasquale Oa del Collettivo Mediante, ideate e realizzate per questo specifico progetto. 

VIA ARPI. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è stata indicata dall'APENet, associazione che unisce tutti gli Atenei in materia di Public Engagement, come una delle iniziative più interessanti a livello nazionale. Una bella vetrina per Foggia e per il suo centro storico a partire da via Arpi, che puntano a rilanciarsi attraverso la cultura. Un bel test soprattutto per via Arpi, che necessiterebbe di una pedonalizzazione perenne per ritrovarla definitivamente. Le ragioni dell’abolizione delle auto sono molteplici e hanno a che vedere tutte con la cultura: la via è sede di due Fondazioni (Monti Uniti e Apulia Felix), due Musei (Museo del Territorio e Museo Civico), Conservatorio, Università, Arco di Federico II, oltre a essere punto d’accesso per le vie del centro storico. Chissà che da manifestazioni come “La città che vorrei” non nasca un progetto definitivo per via Arpi.
Le interviste video a Danilo Leone, Delegato rettorale alla Terza Missione – UniFG, e Giulio De Santis, Assessore alla Legalità del Comune di Foggia.

di Saracino Nicola


 COMMENTI
  • Claudio Longo

    24/05/2024 ore 15:52:22

    E se pensassimo anche di utilizzare il campo fiera come un gran bel luna park ma di quelli seri che facciano venire gente da fuori in modo che i nostri ristoratori lavorino non solo il sabato sera per non parlare di tutti i b
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