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Al Vinitaly brillano le aziende foggiane, Schiavone: "Le nostre cantine hanno un'immagine solida, utile anche per la promozione turistica del territorio"

La soddisfazione del presidente di Confagricoltura Foggia

Sono numerose le aziende vitivinicole foggiane presenti alla 58esima edizione del Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati, che ha preso il via domenica 12 a Verona per concludersi mercoledì 15 aprile. Molte di queste sono presenti nel Padiglione Puglia della fiera tra le 103 complessive della regione, chiamate a rappresentare la varietà e la qualità di un territorio che, negli ultimi anni, ha consolidato il proprio ruolo nel panorama enologico nazionale e internazionale.

AL VERTICE MONDIALE. Dopo un paio di anni di difficoltà, infatti, nel 2025 l’Italia è tornata al vertice mondiale con una produzione stimata in 47,4 milioni di ettolitri, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Un risultato in recupero trainato soprattutto dal Mezzogiorno (+19%), con la Puglia che sta giocando un ruolo strategico in questa ripresa: l'export nel 2024 ha superato i 230 milioni di euro, con 38 denominazioni tra DOP e IGP. Alberto Longo (Lucera), Cantine Teanum (San Severo), Cantine Leone (Orta Nova): sono queste le realtà principali di Capitanata associate a Confagricoltura che hanno presentato ai buyers internazionali i loro prodotti, frutto di crescente impegno e ricerca, tanto nella coltivazione delle uve quanto nella capacità di lavorazione in cantina. Nero di Troia e Bombino sono i vitigini ad oggi più presenti sui mercati. Con loro anche aziende con una sempre più riconosciuta qualità nelle etichette di spumanti.

LA CHIAVE TURISTICA. Per il presidente di Confagricoltura Foggia, Filippo Schiavone che come componente della Giunta nazionale dell’organizzazione era presente a Verona per un incontro con i parlamentari della Commissione Agricoltura, “la nostra provincia sta finalmente cambiando le sue caratteristiche, allontanandosi dalla produzione per altri territori. La Capitanata del vino potrà sempre di più dire la sua grazie a queste aziende che si propongono come testimoni di una provincia desiderosa di innovare e apportare novità nel comparto. Un impegno che – ha concluso Schiavone – dovrà vedere sempre più il sostegno delle Istituzioni locali per dare anche alla viticoltura, così come ad altre produzioni agricole locali, un’immagine più consolidata e riconoscibile sui mercati, anche in chiave turistica”.

di Redazione 


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