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A Casa Sankara-Ghetto out il pomodoro è “Riaccolto”: “Un’oasi nel deserto”

L’esito del workshop dedicato al progetto

“Riaccolto è il punto di partenza di un progetto nel quale ognuno dà il suo contributo per promuovere la legalità, la libertà, il rispetto, la dignità della persona. Noi siamo qui per dare a questi ragazzi la giusta ispirazione, condividere valori, voglia di costruire e progettare, infondere entusiasmo per andare avanti da uomini liberi”.

L’ETICA DEL MARCHIO. Nelle parole di Mbaye Ndiaye tutta la soddisfazione per l’esito del workshop dal titolo “Acquisti consapevoli, sapori unici: la produzione etica di Riaccolto", organizzato lo scorso 29 giugno e dedicato, per l’appunto, al progetto “Riaccolto”. Cos’è? Anzitutto un marchio, un logo di riferimento frutto del lavoro prodotto in questi anni all’interno dell’associazione “Casa Sankara - Ghetto Out” che, dal 2016, propone un’alternativa lavorativa e abitativa legale rispetto ai ghetti e allo sfruttamento nelle campagne intorno a San Severo (e non solo). “Riaccolto”, pertanto, individua il pomodoro da filiera coltivato e prodotto in modo etico e solidale, dando anche un indirizzo ai consumatori che, con le loro scelte, possono orientare lo sviluppo in una direzione differente.

OASI NEL DESERTO. Al workshop, che si è tenuto a Casa Sankara, hanno preso parte diversi esperti e attori impegnati sul territorio nel favorire pratiche etiche e sostenibili, rispettose dell'essere umano nella sua totalità e dell'ambiente. L'evento, pertanto, rientra nel quadro delle azioni sviluppate in attuazione di un progetto multilivello inserito nel piano PIU Supreme della Regione Puglia. “Casa Sankara è una realtà importante per questo territorio – ha detto in merito Angela Barbato, vice Prefetto aggiunto presso la Prefettura di Foggia, presente al workshop – ma anche complessa; non è sempre facile gestire una realtà composita come questa, che ospita più di 400 ragazzi, ognuno con i propri bisogni, esigenze, sogni. Il lavoro fatto e da fare è tanto, ma grazie ad un sistema di collaborazione strutturato con Prefettura, Regione e altre istituzioni locali questa realtà è diventata una vera e propria oasi nel deserto".

400 LAVORATORI DI CASA SANKARA. Partita da 27 lavoratori, Casa Sankara nel tempo ha superato le quattrocento unità, proprio come sottolineato dal vice Prefetto, tutte regolarizzate e impegnate in diversi settori, non solo in quello agricolo, ma anche in ambito turistico e operaio. Tra questi lavoratori, una quarantina sono impegnati in “Riaccolto”, facendosi esempio di immigrazione sostenibile e produttiva allo stesso tempo. “Molto di più di un semplice prodotto – come ha chiosato Carmelo Rollo, Presidente Lega Coop Puglia – R’accolto è la sintesi di una visione, di valori e principi che proviamo a condividere con i pugliesi e che in futuro speriamo di poter condividere con l’Italia intera".

di Redazione 


 COMMENTI
  • SYLLA ABDOU

    13/07/2023 ore 18:26:24

    Buongiorno sono molto lieto di aver preso visione della vostra pagina.Intervengo come immigrato residente in Italia ma come anche attore di sviluppo presidente RIEPP Rete Internazionale per l'Eliminazione Progressiva della Povertà in collaborazione con diverse comuni con nostro partner Incontri Franco Italiani organiziamo forum sull'immigrazione e collaboriamo per orientare e inquadrare gli immigrati bisognosi.
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