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C'è anche il Gargano nel nuovo disco di BIF: "Fontana delle Rose, spiaggia meravigliosa"

L'EP dell'artista Stefano Bifulco, l'intervista

Il 24 giugno 2023 a Orsara di Puglia si è esibito Stefano Bifulco, in arte BIF, come autore supporter del gruppo La Maschera. Le sue sonorità particolari, insolite, diverse da quelle che si sentono nel panorama musicale di oggi, rendono la sua produzione interessante. Innanzitutto l'utilizzo della voce come strumento, indubbiamente gradevole e poi i testi, affatto banali. Durante la serata, tra un brano e l'altro ha confessato di essersi innamorato del Gargano, al punto da esserne ispirato per la composizione di un brano.

IL NUOVO LAVORO. Dallo scorso 8 marzo, pertanto, BIF ha pubblicato l'EP "Nodi" contenente 4 brani:: Oltre a "Nodi", "Pessoa", "Luci" e il brano dedicato alle bellezze delle coste garganiche, "Fontana delle rose". Abbiamo incontrato BIF per conoscere meglio questo artista.

L'INTERVISTA. Come cantautore di Salerno ovvero erede della musica campana conosciuta in tutto il mondo, sarebbe interessante sapere se e come tale tradizione abbia influenzato la tua formazione.
La domanda è interessante. Scrivo canzoni dall'età di 15 anni... ma la consapevolezza di poterlo fare in maniera professionale è arrivata con un corso di songwriting "clandestino" organizzato da Francesco Di Bella, frontman, cantante ed autore dei 24 grana. Grazie a lui ho potuto incontrare ed apprendere anche da Dario Sansone (Foja) e Claudio Gnut: quindi mi considero "figlio" di questi grandissimi cantautori partenopei... ma i miei ascolti sono tutti rivolti all'indie folk di matrice nordamericana!
  
Nel tuo EP NODI, prodotto da PLUME PROD. (Ludovico Marino, Vincenzo Liguori, Sam De Rosa – “Yosh Whale”) per INDACO RECORDS e distribuito da ALTAFONTE ITALIA&NEEDA RECORDS, c'è un brano ispirato dal nostro Gargano. Ci racconti la genesi di "Fontana delle Rose"?
"Nodi" è un brano che parla di legami: oggi è semplicissimo creare legami ed è altrettanto incredibilmente facile che questi si dissolvano. È tutto effimero e spesso influenzato e condizionato da fattori esogeni a cui non sappiamo più opporre volontà "umana". Il videoclip è un "video verità" per la regia di Pierpaolo Perna, fotografia di Livio Siano e con la recitazione della brava Federica Giannini. Ho voluto ripercorrere in auto la strada tra Salerno e Foggia\Manfredonia, sino ad arrivare a Villa Rosa.. Facile immaginare dove abbia potuto iniziare a scrivere il testo di "Fontana delle rose": una spiaggia meravigliosa della costa garganica. Ero li a girarmi e rigirarmi sul lettino, catturato dalla nostalgia del passato e dall'ansia del futuro. Non riuscivo a godermi il momento, il tempo presente. La meraviglia del tempo presente. E così ho provato a mettere in pratica il consiglio della mia psicoterapeuta: "prova con gli esercizi di realtà". Per chi non lo sapesse, gli esercizi di realtà consistono nell'ancorarsi fisicamente a qualcuno, a qualcosa, al paesaggio circostante: sfiorare, toccare, sentire. Questo aiuta a capire che volare avanti o indietro nel tempo significa, con ogni probabilità, allontanarsi da un attimo di felicità ed anche dalla vera essenza ed unicità della persona che si ha accanto.
  
E per gli altri brani?
"Pessoa" è pura sperimentazione: ho voluto mettere in pratica il "principio di economia", una tecnica di scrittura che riduce al massimo la quantità di versi. Una sfida vinta perché ritengo di essere riuscito a comunicare tutto con poche parole ed un intenso "soundscape" (che include anche l'abbaiare di Nahia, la mia cagnolina). Infine "Luci": è la canzone più romantica delle quattro. Racconta la relazione che mi ha portato a vivere la costa garganica, le mie notti al volante tra Tirreno ed Adriatico, in cui assumevo le sembianze di un corsaro d'autostrada... ma non è tutto. La canzone è stata ultimata dopo l'omicidio di Giulia Cecchettin ed il chorus verse "luci verso casa non avere più paura" è il mio tentativo in musica di dare sicurezza e conforto alle donne che non si sentono al sicuro camminando per strada.
  
Nella scheda di promozione di NODI hai affermato che stai cambiando e la musica ti segue a ruota. Cosa sta cambiando nel tuo modo di rapportarti con la musica?
Nel rapportarmi con la musica non cambia molto: la musica è il mio modo di tirare fuori il panorama che alberga nel petto e nella testa, era così a 15 anni come a 33. Quello che cambia è il vestito che indossano i miei versi, così come cambiano le persone, i luoghi, gli ascolti, gli studi, i tempi.
  
La contaminazione elettronica è ciò che emerge ascoltando le tue canzoni. Per te è stato un percorso evolutivo oppure hai sempre ricercato la sperimentazione musicale?
Non credo si tratti per forza di evoluzione, lo definirei un "circolo vizioso d'influenza": è sicuramente un percorso che accomuna molti cantautori e cantautrici. Le mie references principali (Bon Iver, Novo Amor, Niccolò Fabi, Sufjan Stevens ...) sono partiti dal semplice chitarra e voce e sono arrivati a synth, harmonizer e drum machines. Io che non mi perdo un loro singolo disco non posso pensare di rifuggire le loro orme!
  
Quali sono i tuoi progetti futuri? É previsto un tour che tocchi anche la Puglia?
La mia vena artistica si è sempre intersecata con un'arteria pianificatrice. Pare che dipende dal fatto che sia cuspide tra pesci ed ariete! Ho sempre immaginato e pianificato.. ma non questa volta. Credo che stia venendo fuori qualcosa di davvero interessante e spero che finalmente riuscirò a capitalizzare spontaneamente 10 anni di palchi, sottopalchi, localini, festival, contatti, porte in faccia, anche con l'aiuto della label che si è interessata alla mia musica. Cosa significa capitalizzare? Non diventare ricco, ma riuscire a vivere di musica... la Puglia? Per ora sono stato ad Orsara e due volte a Manfredonia, sogno di cantare "Fontana delle rose" proprio lì, su quella meravigliosa spiaggia... e poi chissà!
  
A cura di Luciana Fredella

di Redazione 


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