Un esposto riguardante il dirigente del Comune di Foggia, Giuseppe Marchitelli, sarebbe stato presentato in Procura. Ne dà notizia il Corriere del Mezzogiorno nell’edizione odierna: secondo le informazioni del quotidiano, nell’articolo a firma di Davide Grittani, Marchitelli sarebbe accusato di aver acquistato per sé telefoni iphone, playstation 5, computer e videocamere di sorveglianza a spese dell'Ente. Una notizia che, ovviamente, rischia di gettare ulteriori ombre su Palazzo di Città e che provocherà molte reazioni. Il primo a intervenire è il consigliere comunale Giuseppe Mainiero: “La questione che non può essere liquidata invocando semplicemente il garantismo. Il garantismo è un principio irrinunciabile: un esposto non equivale a una condanna e sarà esclusivamente la magistratura ad accertare se i fatti rappresentati siano veri e se abbiano rilevanza penale. Ma la responsabilità penale e l’opportunità istituzionale sono due piani profondamente diversi”.
L'ESPOSTO. “Secondo quanto riportato dal quotidiano - scrive Mainiero - , l’esposto sarebbe accompagnato da riscontri documentali e riguarderebbe acquisti effettuati con risorse del Comune di Foggia di beni che, secondo la ricostruzione dell’esponente, sarebbero stati destinati ad uso personale. Si tratta di circostanze che devono essere accertate e che, proprio per questo, non possono essere trasformate oggi in un giudizio di colpevolezza”. Nell'intervento Mainiero ricorda Marchitelli una figura chiave sulla discussione riguardante il PIAO su cui la Giunta si è divisa e la vincenza è culminata con la revoca dell'assessore Luigi Iorio.
UN PASSO INDIETRO. “
Per questo riteniamo – scrive il consigliere comunale - che, ferma restando ogni garanzia sul piano giudiziario, un passo indietro dall’incarico rappresenterebbe oggi una scelta di responsabilità istituzionale e di tutela dello stesso Comune di Foggia. Non chiediamo processi sommari. Non pronunciamo sentenze. Non attribuiamo responsabilità che devono ancora essere accertate. Chiediamo qualcosa di diverso: che chi ricopre un incarico dirigenziale ex art. 110 TUEL, esercitando funzioni tanto delicate e trovandosi al centro di una vicenda sulla quale sono chiamati a svolgere accertamenti gli organi competenti, valuti l’opportunità di rimettere il proprio incarico. E se Marchitelli non riterrà autonomamente di compiere questo passo, la questione si trasferisce inevitabilmente sulla Sindaca Episcopo. È la Sindaca che deve dire alla città se, alla luce di quanto emerso, ritenga ancora sussistenti le condizioni istituzionali e il rapporto fiduciario necessari alla prosecuzione dell’incarico”.