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Lanseni e il sogno del pomodoro in Mali: “Adesso tocca a noi investire nel nostro Paese”

Dopo vent’anni a Foggia, torna a casa con un progetto di investimento.

“Sono sportivo al cento percento”. Lanseni ha cinquantaquattro anni però ne dimostra sì e no quaranta, anche meno. Per motivi di privacy, chiede di non essere fotografato ma è davvero un tipo sportivo, come dice, condizione di partenza senza la quale non potrebbe lanciarsi in una nuova avventura. Anzi, proprio in un’altra vita.

POMODORO. Dopo ventitré anni trascorsi in Italia, venti solo nella città di Foggia, Lanseni ha deciso di tornare in Mali. Suo Paese d’origine. Il motivo? Dare vita a un’azienda agricola specializzata nella coltivazione, trasformazione e conservazione del pomodoro. In pratica: mettere in atto, esportare dall’altra parte del mondo quanto appreso durante una delle sue tante esperienze lavorative vissute da queste parti. Tra i suoi vari mestieri, infatti, c’è anche quello svolto nelle campagne foggiane: nonostante sia laureato in informatica, all’inizio Lanseni si è dovuto arrangiare. Nel farlo però, ha tenuto sempre gli occhi aperti, nell’attesa dell’occasione giusta.

FARE QUALCOSA NEL NOSTRO PAESE. Questa è arrivata qualche mese fa: “A dicembre scorso – racconta – sono tornato in Mali e ho incontrato un vecchio compagno di scuola che mi ha convinto a rientrare per fare qualcosa per il nostro Paese, insieme. La nostra generazione sta tornando, vuole investire lì e io non ho più motivo di restare in Italia”. Impiegato da tantissimi anni presso un’azienda operante nel settore della linea del freddo, padre di tre figli ormai adulti e universitari, di recente Lanseni si è separato da sua moglie, ultimo e unico punto di riferimento rimastogli in città. “Se restavo – ha detto – era solo per la famiglia, ma questa ormai non c’è più”.

AZIENDA LOCALE. Si comincia con 50 ettari di terra e una trentina di lavoratori da assumere. I materiali agricoli sono in fase di spedizione ed è pronto a partire un camion lungo nove metri. Fra qualche giorno, attraversando l’Italia, la Spagna e il Nord Africa, Lanseni si metterà alla guida, diretto verso il suo piccolo, grande sogno. Che si chiama Bamako, capitale del Mali. Ad affiancarlo in questa avventura ci sarà il vecchio compagno di scuola – un imprenditore con le idee chiare, impegnato in Mali nel settore dell’acqua – ma anche un’azienda agricola locale ormai lanciatissima sul mercato nazionale. “Ho lavorato per loro tempo fa – spiega in merito Lanseni – e di recente li abbiamo incontrati e proposto loro questo progetto: si sono detti entusiasti di aiutarci, per iniziare abbiamo bisogno della loro esperienza e competenza”.

“ADESSO TOCCA A NOI”. Nell’ultimo anno qui a Foggia, Lanseni ha fatto parte del progetto di housing e co-housing sociale Abitare le Relazioni che, da quattro anni, mette a disposizione soluzioni abitative e reinserimento lavorativo per soggetti in difficoltà, italiani e stranieri. Un’esperienza positiva dislocata su più strutture – masserie, appartamenti, alberghi diffusi – di proprietà della Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus, ente capofila del progetto avviato insieme con Comunità Emmaus, Cooperativa Aranea e i Consorzi Mestieri e Smile Puglia – su finanziamento di Fondazione con il Sud. “Non voglio più vedere i ragazzi che vengono qui a soffrire – aggiunge – perché adesso tocca a noi aiutarli, le condizioni ci sono. Quando sarò lì – ha concluso – non appena cominceremo a lavorare vi manderò un video: sarà il mio modo per ringraziarvi”.

di Alessandro Galano


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