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Parco Città, Fratelli d'Italia Foggia: “Nuovi elementi confermano opacità e criticità nella concessione"

Fratelli d’Italia Foggia torna sulla vicenda della concessione in uso a titolo oneroso dell’immobile comunale “Parco Città”, dopo l’approvazione della graduatoria della manifestazione di interesse. Secondo i meloniani, emergono infatti ulteriori elementi che rafforzano i dubbi già sollevati sulla trasparenza e sulla legittimità dell’intero procedimento amministrativo (Leggi anche Parcocittà, i 5 'nodi' di Fratelli d'Italia contro Amatore & c.: "Nella determina spunta un altro conflitto d'interessi").

L'ASSESSORA ALLA CULTURA. "Il primo nodo - evidenzia una nota - riguarda la presidenza dell’associazione ETS L’Aquilone, una delle dodici realtà che compongono l’ATS aggiudicataria. Dai documenti ufficiali risulta che la presidenza è stata assunta da Domenica Pipoli il 22 giugno 2026, mentre il bando è stato pubblicato all’Albo Pretorio il 24 giugno, appena due giorni dopo. A ciò si aggiunge che il rendiconto 2025, datato 30 aprile 2026, risulta firmato da Rita Amatore, parente dell’Assessora alla cultura. Una circostanza che ripropone il tema del conflitto d’interessi, già evidenziato nel precedente comunicato".

L'ANOMALIA. Ulteriori criticità emergono dall’articolo 10 del bando, relativo ai criteri di valutazione. "Su 100 punti complessivi, 15 sono attribuiti a discrezione della Commissione, senza che il bando specifichi parametri o indicatori che ne guidino l’assegnazione. Una modalità anomala, che contrasta con i principi di trasparenza e imparzialità richiesti nelle procedure pubbliche. Un elemento particolarmente rilevante riguarda la posizione dell’ETS L’Aquilone rispetto ai requisiti di ordine generale previsti dall’articolo 5 dell’avviso pubblico, che richiama gli articoli 94, 95, 96 e 97 del d.lgs. 36/2023. L’art. 95, comma 2, stabilisce che la stazione appaltante «esclude altresì un operatore economico qualora ritenga, sulla base di qualunque mezzo di prova adeguato, che lo stesso ha commesso gravi violazioni non definitivamente accertate agli obblighi relativi al pagamento di imposte e tasse o contributi previdenziali». Il comma precisa che l’esclusione non si applica quando l’operatore «ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte». Sulla base delle verifiche effettuate, non risulta che l’associazione abbia estinto il debito TARI né che abbia formalizzato una rateizzazione. L’assenza di un impegno vincolante al pagamento configurerebbe dunque una grave violazione non sanata, rilevante ai fini dell’esclusione dalla procedura. Qualora fosse stata concessa una rateizzazione non registrata, si tratterebbe comunque di una violazione del principio di legalità e di parità di trattamento rispetto ai comuni cittadini".

LA REVOCA. Alla luce di questi nuovi elementi, Fratelli d’Italia Foggia ritiene che la determina di aggiudicazione debba essere revocata in autotutela, poiché l’ETS L’Aquilone, parte dell’ATS vincitrice, risulta coinvolta in circostanze che minano la trasparenza, la correttezza amministrativa e il rispetto delle regole.

di Redazione 


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