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Pasquale De Meo fa tremare l'AIA: l'assistente di serie A foggiano denuncia Rocchi, Orsato e Valeri

Il procuratore Chinè ha aperto un'inchiesta e sta ascoltando i protagonisti

Pasquale De Meo, assistente arbitrale foggiano con oltre 100 gare di serie A, denuncia all’organo tecnico frasi inopportune pronunciate da un osservatore arbitrale nello spogliatoio di San Siro al termine di Milan-Empoli. La sua decisione provoca reazioni stizzite del designatore Gianluca Rocchi e dell’arbitro Daniele Orsato. De Meo però non si lascia intimidire, relaziona tutto al comitato nazionale Aia, raccontando anche di un episodio del febbraio scorso che riguarda l’altro arbitro Valeri. La procura federale apre un’inchiesta e a essere chiamati in causa sono ora i vertici tecnici arbitrali, con il rischio di un nuovo scossone all’interno dell’AIA.

GLI AMICI DI TORINO. Venerdì 7 aprile 2023, manca poco alla mezzanotte. Nello spogliatoio di San Siro, dopo la gara di serie A Milan – Empoli, è appena terminato il colloquio di arbitro, assistenti e quarto uomo con Claudio Puglisi della sezione di Voghera, osservatore chiamato a giudicare l’operato della squadra arbitrale. Tra i presenti vi è anche il foggiano Pasquale De Meo, nell’occasione secondo assistente dell’arbitro Marcenaro. Il colloquio si è concluso cordialmente, alcuni dei presenti si complimentano con l’osservatore per la sua capacità di giudizio. A quel punto Puglisi, però, pronuncia parole sopra le righe: “Sapete cosa ho fatto io fino a oggi? Lo volete sapere? Avanti dò 0,10 in più sul voto a chi indovina. Che partite ho fatto finora secondo voi? Allora ve lo dico io: quest'anno ho fatto sempre gare di serie C e di serie B. E sapete grazie a chi? Grazie agli amici di Torino. Tutto questo da quando ci sono loro da 2 anni, gli amici di Torino. Vi sembra normale? Una stagione ho fatto solo 2 gare di serie A, una era la Fiorentina. Ditemi voi se è normale. Poi è arrivato Celi, si è reso conto della situazione e ha detto qui c'è qualcosa che non va. E sono tornato a fare la Serie A”.

LA DENUNCIA. Puglisi punta il dito contro “gli amici di Torino”, colpevoli a suo dire di designazioni inadeguate rispetto alla sua capacità. Negli ambienti arbitrali il riferimento è fin troppo semplice. Si tratta di Alfredo Trentalange, ex presidente dell’Aia e di Luigi Stella, ex responsabile della Commissione Nazionale Osservatori arbitrali, entrambi della sezione della città della Mole, entrambi costretti a dimettersi a seguito del caso del procuratore arbitrale D’Onofrio con Trentalange poi assolto da ogni accusa. Per Pasquale De Meo quelle parole non possono passare inosservate, soprattutto in un ambiente come quello arbitrale dove vige un rigido codice etico che obbliga i tesserati a segnalare e denunciare parole inopportune di altri tesserati. L’assistente foggiano preferisce non tacere e il giorno dopo – 8 aprile - avvisa telefonicamente il suo organo tecnico Lorenzo Manganelli e il vice presidente dell'AIA Duccio Baglioni. Apriti cielo: il designatore Gianluca Rocchi viene avvisato ma l'avvenuta denuncia ne scatena le ire; ancor più veemente è la reazione del decano degli arbitri Daniele Orsato che il 9 aprile, via whatsapp, ricambia gli auguri di Pasqua a De Meo ma prima minaccia: “Devi comportarti meglio...prima o poi ci incontreremo”.

LE MAIL AL COMITATO NAZIONALE. Su richiesta di Domenico Celi, subentrato a Stella come responsabile degli osservatori arbitrali, Pasquale De Meo invia una mail a lui e a Gianluca Rocchi per raccontare quanto avvenuto, informando contestualmente il comitato nazionale AIA. Dopo la mail cerca invano di avere un colloquio con Rocchi ma il confronto è rimandato al venerdì successivo -14 aprile – a Coverciano in sede di raduno.

CON LA COMMISSIONE. È a questo punto, però, che l'affare si ingrossa. Perché Pasquale De Meo, durante il raduno, è ascoltato sui fatti da tutti i componenti dell'organo tecnico nazionale (Rocchi, Gervasoni, Gava, Manganelli e Di Liberatore) e, secondo il racconto che mette nero su bianco e giunge alla procura federale, nei trenta minuti di colloquio subisce pressioni da Rocchi e addirittura un tentativo di contatto fisico da Gervasoni. “Chi ti manda in campo?” dice Rocchi a De Meo. “Sono io che ti mando in campo, non altri. Non si fa così. Io non ho bisogno di spie, di gente che mina il gruppo. Io quel giorno che mi hai contattato non ho voluto parlare di proposito con te è vero, perché ero incazzato con te. Non ho proprio voglia di portare avanti questa storia, preferisco sbarazzarmene al più presto”. L'assistente arbitrale foggiano resta fermo sulle sue posizioni e Rocchi a quel punto prova a sparigliare le carte e a far credere che gli altri presenti nello spogliatoio abbiano dato versioni differenti: “Io ho sul tavolo la tua dichiarazione che dice una cosa, e altre tre persone che dicono un'altra cosa. Ora mettiti al posto mio o al posto del Procuratore: tu che faresti? A chi crederesti? Di fronte a una dichiarazione che dice una cosa e altre tre dichiarazioni che dicono un'altra cosa?”. In realtà le dichiarazioni degli altri componenti della squadra arbitrale (Marcenaro, Rapuano e Mondin) sono in sostanza uguali a quelle di De Meo e uno dei tre riporta anche l'espressione “gli amici torinesi”. Rocchi forza la mano con una bugia.

LA REAZIONE DI GERVASONI. Gervasoni va oltre, prima mette in dubbio le parole di De Meo: “Bisogna vedere Pasquale se quello che dici è vero! O forse no! Forse è vero quello che dicono gli altri tre! Forse è una ipotesi, chissà immaginazione! Forse non ha detto nulla l'Osservatore!”; poi – sempre secondo quanto relazionato alla procura – sbatte con violenza le mani sulla scrivania e “con veemenza, rabbia, si avvicina con il corpo verso De Meo con atteggiamento di sfida, minaccioso, intimidatorio esclamando a gran voce: "Denunciali se hai il coraggio! Denunciali! Ora basta mi sono rotto!".

IL TAXI E LE PROVOCAZIONI DI VALERI. Detto, fatto! De Meo denuncia anche il contenuto del colloquio con la commissione. Nel corso del quale vengono ripercorsi altri due episodi. L'8 ottobre 2022 l'assistente arbitrale foggiano usa un servizio taxi per raggiungere lo Zini di Cremona in occasione di Cremonese-Napoli, secondo Rocchi infrangendo disposizioni non scritte dell'organo tecnico. Viene sospeso di fatto (senza alcun provvedimento scritto) per un mese. Lo stesso taxi è usato nello stesso giorno da Daniele Orsato a Milano per Milan-Juventus. Peccato però che lui non venga in alcun modo rimproverato men che meno fermato. Nel febbraio 2023, De Meo è assistente in Verona-Salernitana e a dirigere è Paolo Valeri. La sera prima in ristorante l'arbitro si lascia andare a provocazioni con toni sprezzanti nei confronti di De Meo: “Allora Pasquale, adesso non parli, adesso non dici niente? Che dice la tua amica Katia Senesi? Che dicono gli altri tuoi amici Alfredo Trentalange, Duccio Baglioni, Carlo Pacifici, Alberto Zaroli, Luca Marconi, Stefano Archinà, Antonio Zappi, Nicola Cavaccini? So per certo che tu sei dalla loro parte! Povero te! Adesso spariranno tutti questi tuoi amici, verranno tutti eliminati finalmente! Hanno finito! Via tutti! Gravina si è rotto il cazzo di tutta sta gente, e ha deciso che vuole solo Gianluca Rocchi e nessun altro come Presidente AIA!”. Anche in questo caso Rocchi viene a conoscenza dell'episodio ma Valeri se la cava con semplici scuse.

FERMATO. De Meo è stato già ascoltato la scorsa settimana dal procuratore federale che ha aperto un'indagine. Fatto sta che da quel 7 aprile è stato designato una sola volta in serie B per Cagliari – Ternana e certo non per demeriti tecnici. Sia per Milan-Empoli che per la gara cadetta la sua valutazione è stata di 8,60 che, per chi mastica di voti arbitrali, è una valutazione ottimale. Il dubbio che la sospensione di fatto sia una ripicca di Rocchi per la denuncia è tutt'altro che peregrino. Il farmacista foggiano attende le designazioni di domani – mercoledì 10 maggio – per capire se è terminato il limbo in cui è stato suo malgrado tenuto.

di Michele Gramazio


 COMMENTI
  • Sabino

    10/05/2023 ore 05:51:33

    Che la classe arbitrale è manipolata è palese sopratutto su certi incontri di vertice. Faccio i miri complimenti sinceri al sig. De Meo Pasquale che si è dimostrato una persona corretta e coraggiosa
  • Francesco Pagliaa

    11/05/2023 ore 12:54:08

    Sono queste occasioni a farci pensare che siamo una democrazia, questi sono malfattori, tiranni sguaiati. Spero De Meo diventi un giorno presidente allora si che i valori demoscatici saranno garantiti. In Politica già si sarebbe dovuto dimettere il presidente, qui sono ancora più rozzi.
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