Il pianista Felice Lionetti è “True” con il suo nuovo disco: “una libreria di sentimenti” in chiave jazz
L’ultima uscita discografica del musicista foggiano
“Dedico questo lavoro alla tenacia del mio spirito creativo e al coraggio che mi permette di dare forma alle mie visioni sonore. La mia musica cerca di narrare attraverso i suoni emozioni semplici ed autentiche, sfiorando la sensibilità dell‘animo umano, al fine di riscoprire la poesia in ogni gesto quotidiano. La Melodia ci salverà, lo spero vivamente”.
LIBRERIA DEI SENTIMENTI. È la dedica di Felice Lionetti, compositore e pianista foggiano, autore di “True”, suo ultimo lavoro discografico realizzato insieme con i musicisti Giovanni Mastrangelo (contrabbasso) e Antonio Cicoria (batteria), prodotto dallo stesso Lionetti per Alfa Music Label&Publishing e disponibile su tutte le piattaforme. Una dedica che si completa con i riferimenti ai familiari e in cui emerge la grande sensibilità dell’artista, jazzista ormai riconoscibilissimo del panorama pugliese che, riprendendo le sue parole, con questo disco ha voluto dare vita a una personalissima “libreria dei sentimenti”.
LA MELODIA. Otto tracce, tutte autografe, sempre e solo in trio, con l’intento di liberare la creatività pianistica di Lionetti la quale, tanto in questo quanto nei precedenti lavori, si traduce in un rispetto assoluto nei confronti della melodia, la vera regina di questo disco. “Una sorta di ‘sete di emozioni’ – secondo lo stesso pianista – che ha guidato il mio lavoro di ricerca, in chiave ‘romantica’, di suoni capaci di esplorare il mondo interiore di ciascuno di noi”.
LE TRACCE. Suggestioni particolarmente evidenti in alcune tracce, come in “Dream”, nella quale il leader del trio si lascia inseguire non senza virtuosismo dai puntualissimi Mastrangelo e Cicoria – altri due musicisti noti nei circuiti jazzistici pugliesi – a conferma di una sezione ritmica di tutto rispetto. Oppure in “Choral”, una ballad essenziale, melodiosissima, che dà voce all’arco del contrabbasso, dondolando l’ascoltatore per tutti i suoi 5 minuti di lunghezza. Senza tralasciare la vibrante “Clock” – e il tempo è davvero protagonista in questo pezzo – e la nostalgica “Ricordi”, lentissima e docile, come il titolo che porta.
SOS. Un “a parte”, poi, merita il penultimo brano del disco, “SOS”: una suite in tre sezioni – “Tema”, “Jetè” e “SOS” – di oltre 10 minuti che avvince e convince sin dalle prime, soffici battute, salvo poi prendere il volo a metà strada – notevole il “solo” di batteria – per puntare alle nuvole e oltre, con buona pace di Icaro e di chi ha paura di volare troppo vicino al sole. Un’operazione di autenticità che rimanda direttamente al titolo del disco, “True”, il quale, come chiosa lo stesso Lionetti, “racchiude nella sua polisemia il carattere della melodia che per essere efficace deve ritornare alla sua essenza, liberarsi dell‘impalcatura esterna e mostrare l‘anima nuda in cui poter riconoscere fragilità e bellezza insieme”.
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