Stampa questa pagina

Riconoscere il “brutto”, trasformare il sessismo in arte: la mostra di “Donne in rete”

Visitabile in Biblioteca fino al 15 marzo

Uno spettacolo teatrale che vorrebbe dare “la parola alle donne” ma il cui titolo recita “Stai zitta cretina”, con tanto di labbra cucite al centro della locandina. Una campagna di sensibilizzazione contro l’abuso di alcol che, nel manifesto, presenta un reggiseno a forma di calici di vino.

RIBALTARE LE IMMAGINI SESSISTE. Sono solo due esempi tra i tanti messaggi visivi che gli studenti e le studentesse del Liceo artistico Perugini e dell’I.I.S.S. Einaudi di Foggia hanno trasformato in opere d’arte, in mostra dallo scorso venerdì 3 marzo nella sala d’ingresso della Biblioteca “La Magna Capitana” di Foggia. Un’esposizione esito del lavoro svolto durante i laboratori didattici e grafici curati dall’illustratrice Viola Gesmundo, parte del progetto “Immaginare l’azione” inserito nell’ambito del bando regionale “Futura- la Puglia per la parità”. Al centro, l’idea di ribaltare quelle campagne pubblicitarie – spesso istituzionali – che presentano immagini sessiste e stereotipate, intervenendoci sopra, modificando, in alcuni casi riabilitando visivamente il significato originario dei loro messaggi.

PRENDERE IL BRUTTO. “I ragazzi e le ragazze hanno lavorato sull’esistente – spiega Gemma Pacella, coordinatrice del progetto insieme con Donatella Caione – perché a loro non abbiamo chiesto di creare qualcosa ex novo, ma di prendere il brutto che già c’era, prima riconoscendolo e poi trasformandolo attraverso un lavoro di decostruzione e ricostruzione del messaggio”. Ribaltare, dunque, quei messaggi discriminanti e fuorvianti e farlo attraverso dei layers, ossia delle applicazioni composte da fogli trasparenti in pvc su cui i partecipanti sono intervenuti mediante semplici pennarelli indelebili, producendo così contenuti consapevolmente elaborati.

RISULTATO POSITIVO. Circa trenta alunni iscritti, un percorso cominciato a gennaio e realizzato quasi interamente nel mese di febbraio, in cui “noi abbiamo solo scelto le scuole – come racconta Gemma Pacella – ma non gli studenti che, di fatto, si sono iscritti da soli. Un risultato più che positivo – continua – soprattutto dal punto di vista del processo affrontato: i partecipanti hanno lavorato “strato per strato” su ciò che non andava bene dietro quel tipo di comunicazione, hanno “argomentato” il lavoro, a conferma di uno sguardo molto aperto”.

LA DEDICA. Biblioteca, Donne in Rete, Matilda editrice, associazione L’aquilone e circolo La Merlettaia. Queste le realtà coinvolte nel progetto dedicato a Palma Gasperi, socia di Donne in rete che ha portato la sua pratica femminista e la sua energia nelle attività realizzate nel corso degli anni. La mostra, visitabile fino al 15 marzo, è aperta ad accogliere scuole o gruppi, mettendo a disposizione anche una guida chiamata a descrivere il percorso e ad approfondire i temi trattati (info: retedelledonnefoggia@gmail.com).

di Alessandro Galano


 COMMENTI
  •  reload