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Madonna della Croce, la messa bilingue è un ponte tra culture

All’ombra millenaria di Santa Maria della Croce, dove il tempo sembra essersi fermato davanti al solenne affresco dell’XI secolo raffigurante la Vergine e il Bambino che sorreggono insieme la Croce, il Quartiere Ferrovia di Foggia riscopre ogni domenica la sua anima più autentica. Sotto queste navate intrise di storia, tra i rumori della stazione e le fragilità di un quartiere che cerca riscatto, le barriere linguistiche crollano per lasciare spazio a un unico abbraccio: quello dell’accoglienza che si fa liturgia (Leggi: Foggia, nella chiesa del viale della Stazione la messa in inglese: "Per favorire la partecipazione dei nostri fratelli cattolici stranieri").

LA MISSIONE. Questa bellissima realtà ha preso vita a novembre presso la parrocchia su invito dell'arcivescovo Giorgio Ferretti, prontamente accolto dal parroco Don Saverio Trotta. La comunità ha così avviato un'esperienza di integrazione profonda che vede come protagonista Padre John Sunday Aleakwe, in Italia da poco più di un anno. Dopo l'esperienza a Deliceto con i Missionari del Sacro Cuore, prima con padre Vincenzo e in seguito con padre Prakash, Padre John si dedica ora a questa missione bilingue: «Il numero degli stranieri oscilla, a volte dieci altre volte solo cinque — ci rivela —. Ora non sono solo nigeriani e stranieri a frequentare la messa, ma anche un gran numero di italiani. Dobbiamo ancora “abituare” il quartiere a questa iniziativa. Ci aspettiamo che nel tempo le persone si abituino anche alla messa in doppia lingua, che siano più partecipi e che rispondano sempre di più. Questo è il nostro obiettivo e la nostra speranza». Con determinazione, il sacerdote aggiunge un auspicio per il futuro: «Proseguiremo con dedizione la nostra missione affinché questa realtà di comunione possa crescere e coinvolgere sempre più persone».

UN PONTE TRA CULTURE. La Messa bilingue, celebrata ogni domenica alle 12:00, non è solo una funzione religiosa ma un vero "ponte" tra culture. Per incoraggiare una partecipazione attiva e corale, vengono messi a disposizione dei fedeli speciali libretti cartacei, strumenti preziosi che permettono a ciascuno di seguire e condividere preghiere e canti in entrambe le lingue. Un ruolo fondamentale è svolto dal gruppo di animazione: Gaetano Tamma, residente storico del quartiere, guida il coro insieme alla moglie Milena e ai due figli, Giorgia e Mirko, aiutando l'assemblea a pregare attraverso il canto in entrambe le lingue. 

LA PARTECIPAZIONE. In questo contesto di preghiera e condivisione opera anche Suor Lavina D’Souza, suora canossiana originaria dell'India. Residente presso il convento "Concettina Figliolia", la religiosa collabora attivamente alla liturgia domenicale, occupandosi della Seconda lettura in lingua inglese in alternanza con il sacerdote. Il suo servizio pastorale, che non si svolge presso la parrocchia della Madonna della Croce bensì nella sua parrocchia di San Giovanni Battista, è un tassello fondamentale per far sentire a casa chiunque entri in chiesa, trasformando lo scetticismo iniziale in una partecipazione entusiasta che unisce generazioni e nazionalità diverse. Perché alla Madonna della Croce il Vangelo non si legge… si respira. Le voci si mescolano in un canto che non conosce confine ma anzi è capace di abbattere ogni barriera. Qui nessuno è straniero: le parole di Gesù “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35) trovano qui il loro fondamento più vero. In un quartiere spesso segnato da tensioni e degrado, questa iniziativa sta trasformando la diffidenza iniziale in accoglienza, dimostrando che la preghiera e la solidarietà possono abbattere ogni barriera.
(Cinzia Rizzetti)

di Redazione 


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