Tendopoli di Via Candela, la Caritas di Cerignola: “Non possiamo essere lasciati soli”
La Caritas Diocesana di Cerignola – Ascoli Satriano, che insieme all’intera Chiesa diocesana e al Vescovo Fabio promuove la sollecitudine verso i poveri, ha diffuso una nota in cui manifesta la propria viva preoccupazione per la situazione in cui sono costretti a vivere i lavoratori stagionali accampati nella tendopoli di fortuna di via Candela, ma anche per le condizioni in cui si ritrovano quotidianamente i residenti della zona.
SITUAZIONE NON SOSTENIBILE. “Le condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e di decoro dell’area - scrive il direttore Paolo Rubbio - non sono più sostenibili. Una situazione che, purtroppo, era ampiamente prevedibile e che la Caritas ha segnalato e affrontato da tempo, cercando fin dallo scorso mese di febbraio di individuare soluzioni condivise con le istituzioni, ma senza giungere a risultati concreti. La Caritas diocesana continua a fare la propria parte. È attiva la mensa presso la Casa della Carità, sul Piano delle Fosse, grazie all’impegno quotidiano di numerosi volontari e volontarie, uomini e donne, ragazzi e ragazze che hanno scelto di dedicare il proprio tempo per offrire un aiuto concreto a persone che vivono in condizioni di estrema fragilità. Fondamentale è anche l’attività dell’Unità di Strada e dei volontari che quasi quotidianamente raggiungono l’insediamento informale di Tre Titoli, portando viveri, acqua, medicinali, cure, coperte, abbigliamento e garantendo, per quanto possibile, ascolto supporto, orientamento e accompagnamento ai servizi. Ma accanto alle necessità assistenziali, negli ultimi giorni si sono manifestate criticità sempre più preoccupanti anche sotto il profilo della sicurezza, inclusi gli stessi operatori della Caritas".
L'INCONTRO IN PREFETTURA. “Venerdì 11 settembre - prosegue la nota -, ormai in piena emergenza, la Caritas, insieme agli altri soggetti coinvolti, è stata convocata presso la Prefettura di Foggia. Il Prefetto ha richiamato ciascun attore istituzionale allo svolgimento delle proprie responsabilità e ha chiesto particolare attenzione all’aspetto della sicurezza presso la Casa della Carità, definendola una priorità. Forse è tardi per una soluzione definitiva nell’immediato, ma sicuramente si può e si deve fare molto di più per evitare che la situazione precipiti. Sinteticamente dall’incontro è emerso che: * l’Amministrazione comunale garantisca condizioni dignitose sotto il profilo igienico-sanitario e del decoro; * la Polizia e le Forze dell’ordine assicurino una maggiore presenza e vigilanza; * i servizi competenti effettuino interventi di pulizia, raccolta dei rifiuti e gestione ordinata degli spazi; * la Caritas continui a svolgere la propria azione di prossimità e solidarietà, ma vengano assicurate condizioni di sicurezza per operatori e volontari".
L'APPELLO. “La Caritas Diocesana non può essere lasciata sola. La situazione non può più essere definita semplicemente 'emergenzaì. Da anni chiediamo una collaborazione concreta e un’azione sinergica tra le istituzioni per garantire sicurezza, pulizia, decoro e dignità. I lavoratori stagionali non sono un “problema della Caritas”. Sono persone che lavorano nel nostro territorio e che contribuiscono, con il proprio lavoro, all’economia agricola e alla produzione di cui tutti beneficiamo. Per questo è doveroso che anche la società civile, e in particolare le aziende agricole e tutti coloro che quotidianamente assumono o beneficiano del lavoro di queste persone, si assumano la propria responsabilità. Solo attraverso l’azione sinergica di istituzioni, realtà sociali, mondo del lavoro e società civile - conclude la Caritas - sarà possibile garantire condizioni più umane e dignitose ai lavoratori stagionali e, nello stesso tempo, tutelare i residenti e l’intera comunità cerignolana. La dignità delle persone e la sicurezza della comunità sono una responsabilità di tutti”.
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