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Adriatica Servizi, Trisciuoglio e Insalata: “Felici per noi e i dipendenti. Dimostreremo al tribunale la nostra serietà”

Le dichiarazioni degli imprenditori proprietari della società

“Abbiamo sempre creduto nelle istituzioni ed oggi – più che mai – siamo felici (per noi, per le nostre famiglie e per i nostri dipendenti) per questo provvedimento che ci dà l’opportunità di dimostrare alle autorità che le nostre sono aziende serie”.

LE DICHIARAZIONI. Gli imprenditori Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata, proprietari della società Adriatica Servizi, società concessionaria del Comune di Foggia, sono soddisfatti del provvedimento del tribunale di Bari che ha accolto la loro istanza di controllo giudiziario. La sentenza sospende gli effetti dell'interdittiva antimafia emessa dal prefetto nel settembre dello scorso anno e, dunque, consente all'impresa di poter nuovamente partecipare ad appalti pubblici e, soprattutto, richiedere l'iscrizione nella white list. “Un grazie alla magistratura – continuano i due imprenditori - che ha saputo cogliere le nostre istanze, ed un grazie anche al Sig. Prefetto che, al di là del ruolo, ha dimostrato in questo periodo per noi complicato, disponibilità umana, lealtà e correttezza”.

LE MOTIVAZIONI. Il loro legale, l'avvocato Gianluca Ursitti, è riuscito a convincere i giudici della praticabilità di “un programma di bonifica dell'azienda” ossia “un programma volto a rendere l'ente economico sufficientemente presidiato dal rischio di infiltrazioni mafiose”. Per farlo sono state ripercorse le principali motivazioni alla base dell'interdittiva antimafia. Il Tribunale ha innanzitutto ridimensionato l'importanza del legame di parentela tra Gianni Trisciuoglio e suo cugino Federico Trisciuoglio, detto Enrichetto lo zoppo. Scrivono i giudici che l'ultimo concreto elemento indiziario di un'eventuale interferenza nell'attività è risalente a ben quattordici anni fa quando il mafioso fu arrestato nel garage di Gianni Trisciuoglio. Alla stessa conclusione sono giunti i magistrati in merito al fatto che il fratello, Nicola Trisciuoglio, sia coniugato con Marianna Romito, figlia del deceduto boss Francesco Romito, detto Ciccill u matinates. Si tratta di un matrimonio celebratosi oltre trent'anni fa e – riportano nella sentenza - non ci sono prove o indizi sul fatto che la coppia abbia fatto “la scelta di uno stile di vita delinquenziale”. Resta, invece, il problema relativo alla presenza, tra i lavoratori della Gestione Tributi spa, controllata dalla Adriatica Servizi, della sorella del pregiudicato Giuseppe Pacilli. Il Tribunale, pur ammettendo come prospettato dall'avvocato difensore, che l'assunzione della stessa sia avvenuta in seguito alla presenza delle cosiddette 'clausole sociali', ritiene che la presenza di dipendenti legati a contesti di criminalità organizzata sia “indicativa del potere della stessa di incidere sulle politiche gestionali dell'impresa”. Da ciò ne è derivata una “diagnosi di infiltrazione criminale occasionale”, una condizione che giustifica il ricorso al controllo giudiziario.

IL CONTROLLO GIUDIZIARIO. L'istituto del controllo giudiziario prevede che la gestione della società possa continuare ma che sia affidata a un amministratore giudiziario. La scelta è caduta sull'avvocato del foro di Roma, esperto del campo, Luca d'Amore che, come disposto dal tribunale, dovrà supervisionare l'attività di impresa riferendo almeno ogni due mesi al presidente del tribunale. Tra 60 giorni dovrà fornire una relazione particolareggiata sulla situazione della società con stato patrimoniale aggiornato e elenco degli appalti in corso. La società, d'altro canto, non potrà cambiare sede legale, denominazione, ragione sociale, oggetto sociale né mutare compagine sociale o porre in essere operazioni di fusione o trasformazione.

di Michele Gramazio


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