“La mia barca a vela”: il nuovo progetto musicale (e sociale) di Domenico la Marca, sindaco e musicista
Firmato insieme con la Coop. Arcobaleno
“È un progetto sociale, non solo musicale: il titolo richiama proprio la fragilità, rispetto a cui non dobbiamo scoraggiarci, rassegnarci, anzi tirando fuori il coraggio di orientare le vele e utilizzare il vento nella maniera giusta”.
SENSIBILIZZARE CON LA MUSICA. Così Domenico la Marca, attuale sindaco di Manfredonia, da sempre attivista e operatore del Terzo Settore, sociologo nonché musicista che, proprio martedì 14 aprile, ha presentato in Fondazione dei Monti Uniti di Foggia il suo nuovo progetto musicale dal titolo "La mia barca a vela". Un lavoro composito di sensibilizzazione sui temi sociali, sulla cultura della legalità e della solidarietà, firmato insieme con la Cooperativa Arcobaleno con Domenico (di cui la Marca è stato presidente) grazie anche al contributo della Fondazione. L'iniziativa, pertanto, nasce dall’esperienza del centro Interculturale “Baobab-sotto la stessa ombra” e dal lavoro svolto in questi anni con la Coop. Arcobaleno.
IL LAVORO. Già in piattaforma da alcuni giorni, l’Album ha visto il contributo e la fattiva collaborazione di Clab Studios, Edizioni Noteum SRLS ed Elisa Cuenca Tamariz per la grafica. Gli otto brani, arrangiati da Antonio Cicoria, con sound engineer mix & mastering di Angelo De Cosimo (Clab Studio), hanno visto la collaborazione di Cicoria per batteria, percussioni e pianoforte-synth, Fabio Trimigno per il violino, Libera Lamparella per flauto e Mario Pio Coda con basso e chitarre.
TEMATICHE URGENTI. “I temi dell’album – ha spiegato la Marca – non riguardano soltanto i migranti e il mondo dell’immigrazione, ma affrontano anche altre tematiche quotidiane, ormai di stringente attualità, quali la guerra e la legalità, su tutte. Il desiderio è quello di utilizzare la musica come strumento per sensibilizzare, per mettere in crisi le coscienze, facendo in modo che dall’io si possa arrivare a un noi che diventi comunità e ribellione gentile, verso una giustizia sociale”.
I contenuti dei commenti rappresentano il punto di vista dell'autore, che se ne assume tutte le responsabilità. La redazione si riserva il diritto di conservare i dati identificativi, la data, l'ora e indirizzo IP al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. La Corte di Cassazione, Sezione V, con sentenza n. 44126 del 29.11.2011, nega la possibilità di estendere alle pubblicazioni on-line la disciplina penale prevista per le pubblicazioni cartacee. Nello specifico le testate giornalistiche online (e i rispettivi direttori) non sono responsabili per i commenti diffamatori pubblicati dai lettori poichè è "impossibile impedire preventivamente la pubblicazione di commenti diffamatori". Ciò premesso, la redazione comunque si riserva il diritto di rimuovere, senza preavviso, commenti diffamatori e/o calunniosi, volgari e/o lesivi, che contengano messaggi promozionali politici e/o pubblicitari, che utilizzino un linguaggio scurrile.Riproduzione Riservata.