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Da Maradona a Italia ‘90, Corrado De Rosa apre il Foggia Festival Sport Story: monologo a teatro

Il primo appuntamento della rassegna

Sarà Corrado De Rosa ad inaugurare, giovedì 30 novembre alle ore 20 sul palco del Piccolo Teatro Impertinente, in via Castiglione 49, l’ottava edizione del Foggia Festival Sport Story, la manifestazione di respiro nazionale che racconta lo sport parlando di libri, teatro e giornalismo, organizzata annualmente dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, insieme con la libreria Ubik, la Piccola Compagnia Impertinente e la Biblioteca di Foggia “La Magna Capitana”.

ITALIA-ARGENTINA. Il medico e scrittore salernitano aprirà l’edizione 2023 intitolata “Match point” con il monologo teatrale “Quando eravamo felici. Gli anni Ottanta fra calcio, speranze e illusioni”, tratto da un libro dello stesso De Rosa (“Quando eravamo felici”, Minimum Fax 2023). Ingresso libero. Partendo dalla rievocazione degli immaginari che ruotano intorno alla semifinale dei Mondiali del ‘90 Italia-Argentina, il monologo racconta come si arriva a quella partita nel decennio dell’edonismo e delle grandi aspettative. Negli anni in cui l’Italia alleva le radici del presente: vizi, perversioni e miserie che ci avrebbero fatto diventare quello che siamo.

MARADONA. Il 3 luglio del 1990, allo stadio San Paolo di Napoli, va in scena la semifinale del campionato del mondo tra l’Italia, paese organizzatore, e l’Argentina, detentrice del titolo. C’è ottimismo sugli esiti della partita: gli azzurri hanno vinto tutti gli incontri disputati finora e non hanno subito neanche una rete. Ma c’è anche una sottile paura, perché tra gli avversari, che alle carenze di gioco suppliscono con un’applicazione e una grinta feroci, c’è Diego Armando Maradona. La partita si concluderà ai calci di rigore, e la sconfitta dell’Italia segnerà un punto di non ritorno per una generazione che si è formata nell’ottimismo degli anni Ottanta, lontana dagli anni di piombo, esaltata dal benessere economico e dal crollo del Muro di Berlino, ma destinata ad affrontare la crisi dei primi Novanta tra stragi di mafia, Tangentopoli, fine della prima Repubblica.

CALCIO COME METAFORA DELLA VITA. “Quando eravamo felici” parla di calcio, di illusione per una vittoria che sembrava già scritta, di crolli emotivi. E di Diego Armando Maradona, artefice della sconfitta degli azzurri e per questo abbandonato da chi lo proteggeva e destinato a una fine ingloriosa, quando le sue vicende di droga diverranno di dominio pubblico. Con passione e precisione, Corrado De Rosa racconta un’epoca e dimostra ancora una volta, sulle orme dei più grandi scrittori e giornalisti che se ne sono occupati prima di lui, da Giovanni Arpino a Gianni Brera, come il calcio possa essere una gigantesca metafora della vita e dell’identità di una nazione.

L’AUTORE. Corrado De Rosa è psichiatra e saggista. Autore di numerosi saggi scientifici e divulgativi sull’uso della follia nei processi di mafia e terrorismo, per conto dell’autorità giudiziaria si è occupato di camorra, infiltrazioni mafiose al Nord ed eversione nera. L'uomo che dorme (Rizzoli 2018) è il suo primo romanzo. Tra i suoi saggi ricordiamo: I medici della camorra (Castelvecchi 2010), Mafia da legare. Pazzi sanguinari, matti per convenienza, finte perizie, vere malattie: come Cosa Nostra usa la follia (Sperling & Kupfer 2013), La mente nera. Un cattivo maestro e i misteri d'Italia: lo strano caso di Aldo Semerari (Sperling & Kupfer 2014).

di Redazione 


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