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Da Mònde, la star Kevin Spacey a cuore aperto: “Se sono qui, davanti a voi, è perché sono riuscito a rialzarmi”

Notte indimenticabile nella Villa Comunale di Foggia

“I migliori del mondo non sono i migliori perché vincono ogni punto. Sono i migliori perché sanno che perderanno ancora e ancora, e hanno imparato come affrontarlo".

FEDERER. Lo ha detto Kevin Spacey a Mònde, nell’indimenticabile notte di venerdì 29 maggio, seconda giornata della Festa del Cinema sui Cammini di Foggia. Lo ha letto, anzi, prendendo a piene mani da un celebre discorso di Roger Federer, il tennista, secondo gli esperti il migliore di sempre. Una lettura “a sorpresa” cavata fuori dal taschino della giacca al termine dell’evento speciale che ha portato in Villa Comunale un mare di appassionati, alcuni arrivati anche da molto lontano per celebrare uno degli attori più iconici e grandiosi del cinema internazionale.

IL PERIODO BUIO. "Ho vinto quasi l'80% delle partite. Sapete qual è la percentuale di punti che ho vinto? Solo il 54%. Quando perdi quasi un punto su due, impari che è solo un punto”. Il riferimento è agli ultimi nove anni, alle accuse di violenza sessuale ricevute da più parti, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, vicende giudiziarie che hanno danneggiato l’immagine di Spacey ma da cui l’attore è uscito oltremodo pulito, con assoluzioni e cause di risarcimento vinte. Un periodo buio che lo ho estromesso dai grossi circuiti hollywoodiani – celebre la cancellazione nel novembre ’17 del suo personaggio, Frank Underwood, nella serie Tv “House of Cards”, a pochi giorni dalle accuse dell’attore Anthony Rapp. Un periodo che, come conferma anche il bagno di folla foggiano, sembra essere ormai alle spalle.

LEALTA’. Quanto alla conversazione con la giornalista Silvia Brizio poi, Spacey non si è risparmiato. Ha parlato di lealtà e determinazione, riferendosi al regista Bryan Singer che lo volle – all’epoca sconosciuto – come personaggio principale de “I soliti sospetti”, film che lo ha lanciato nel grande cinema e che i tanti presenti hanno potuto gustare in lingua originale nell’Arena Mònde al termine dell’evento. “È il ruolo che mi ha cambiato la vita”, ha ammesso l’attore, “e sono grato a Singer per non aver ceduto alle pressioni della produzione che voleva un volto noto a interpretare il personaggio di Verbal”.

SONO UN TOPO DA TEATRO. E ancora battute e aneddoti, alternando confessioni e momenti attoriali all’impronta, tipici di chi viene dal teatro – “Io sono un topo da teatro, tutta la mia esperienza, la mia preparazione, viene da lì: è la mia forza”. Dalle smorfie di Frank Underwood alla sorprendente imitazione di Marlon Brando, arrivando a parlare persino di Intelligenza Artificiale: “sul set, durante le riprese di un film, avvengono delle connessioni che nessuna intelligenza artificiale può darti, come la fiducia che si crea tra attori e regista, come il calore del pubblico quando lo incontri dal vivo”.

QUI, DAVANTI A VOI. Già, il pubblico. Quello che lo ha quasi travolto all’arrivo, davanti al pronao della Villa in versione tramonto, accolto dal direttore artistico Luciano Toriello e immortalato in una foto che, almeno da queste parti, di candida a scatto dell’anno. Lo stesso pubblico che, dopo aver ricevuto l’Honorary Mònde Award 2026, gli ha tributato il dovuto con un lungo applauso, in piedi, emozionatissimo. “Ci sono punti che si perdono, puoi perdere il lavoro, puoi perdere anche nove anni di vita e di carriera, ma la cosa più importante è rialzarsi con grazia e il fatto che io sia qui, davanti a voi, a ricevere questo premio, dimostra che sono riuscito a rialzarmi”.

di Alessandro Galano


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